Saranno liberati i locali al San Floriano. Ma l'assessore alla Cultura Valentina Conti assicura che la struttura sarà trasferita alla Pinacoteca Mai davvero sostenuto dal Comune conserva reperti dell'età paleolitica trovati in Vallesina Addio museo archeologico, ma risorgerà Realizzato nei locali del complesso San Floriano, mai promosso dall'amministrazione comunale in modo convincente, il museo che pure ha elementi interessanti specialmente riferibili al paleolitico inferiore, chiude i battenti. E i locali liberati saranno occupati dall'attività del teatro studio Moriconi. "In realtà il museo si sposta", corregge l'assessore alla Cultura Valentina Conti, "nei locali della Pinacoteca. Ritengo che sia un modo intelligente di valorizzare questa branca che è sempre stata e resta di nicchia. Credo", prosegue l'assessore, "che la nuova sistemazione renderà più interessante il museo stesso, che avrà sicuramente una maggiore visibilità avendo al piano superiore la Pinacoteca". Ma le critiche piovono. Sia sulla "discontinuità", perché il museo archeologico al San Floriano l'aveva realizzato l'ex assessore alla cultura Marco Cercaci, sia sulla valorizzazione a tutto tondo dell'archeologia jesina, che ha grandi potenzialità e poca o nessuna paternità nel Palazzo di piazza Indipendenza. "Ma in Piancoteca ci sono i lavori incorso che dureranno mesi, perché intanto non lo teniamo aperto il museo?" chiedono alcuni cittadini che sono venuti in redazione a far presente che "in realtà è chiuso da oltre un anno, anche se ci è stato detto che basta prenotare per visitarlo". Ma l'assessore Conti spiega che "nei locali del museo al San Floriano ci sono problemi di riscaldamento e di sistema d'allarme, per questo si è deciso per aprirlo soltanto a comitive per visite guidate". Era il 1971 quando Andrea Bocchini e Carlo Mazzarini, appassionati d'archeologia, trovarono schegge di selce lavorate a mano per farne punte di frecce e arnesi più o meno domestici nell'area dell'Erbarella. Risalgono al medio paleolitico disse la Sovrintendenza subito allertata, il che vuol dire a circa 100 mila anni fa. La Sovrintendenza mise il vincolo su 6 ettari di terreno dell'Erbarella e due anni dopo in collaborazione con l'Università di Ferrara - e con 12 milioni di lire finanziati dal Comune - fece degli scavi su circa 100 metri quadrati trovando molti e interessanti reperti riferibili sempre al paleolitico. Gran parte dei reperti finirono al museo di Ancona, e venne fatta una pubblicazione. In seguito, altri reperti dello stesso periodo vennero trovati a Colonìa Montoni di Monsano (vennero trovato 1160 reperti), a Colle Paradiso, Colle Ulivo e Monteschiavo. La Vallesina è abitata e attiva da oltre 100 mila anni. Nel 2002 l'architetto Italo Rota, assieme all'onnipresente Sovrintendenza di Ancona, allestì il museo archeologico di Jesi. Che ora chiude al San Floriano, in attesa di risorgere al piano terra della Pinacoteca. E intanto resta chiuso, anche se il riscaldamento non serve più.
JESI - Chiude il museo archeologico. Definitivamente.
Riassunto in massimo 200 parole:
Il museo archeologico di Jesi, situato nei locali del complesso San Floriano, chiuderà i battenti. I reperti dell'età paleolitica trovati in Vallesina, tra cui quelli del medio paleolitico, saranno trasferiti alla Pinacoteca. L'assessore alla Cultura Valentina Conti ha spiegato che la struttura sarà trasferita alla Pinacoteca e renderà più interessante il museo stesso, avendo una maggiore visibilità. Tuttavia, le critiche sono state mosse sulla "discontinuità" e sulla valorizzazione a tutto tondo dell'archeologia jesina.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo