"Tra le porzioni di territorio della Capitale più vulnerabili sicuramente possiamo iscrivere la Valle Galeria, meglio nota per gli impianti industriali collocati nell'area di Malagrotta. Non solo la discarica di Roma, tra le più grandi d'Europa, ma addirittura la raffineria più imponente del centro Italia, un inceneritore di rifiuti ospedalieri, un'altissima densità di cave in attività, una centrale elettrica ed un impianto di gassificazione di CDR in fase di collaudo. Si direbbe 'benvenuti nella Valle Galeria!'. Luogo che meriterebbe ben altra sorte, contiguo com'è ad uno dei territori naturalisticamente più sensibili dell'intera provincia, la Riserva 'Litorale Romano' e ricco di emergenze storiche ed archeologiche non certo trascurabili". Lo dichiara, in una nota, Raniero Maggini presidente del WWF Lazio. "L'area, sottoposta alle misure per il rischio di incidente rilevante che evidentemente i diffusi impianti industriali preconizzano - prosegue la nota - ha probabilmente raggiunto il limite del collasso, tanto è stato sfruttato questo territorio che necessita oggi dell'attenzione di tutti, Amministrazione in primis, per cominciare a pianificare interventi di riqualificazione ed alleggerimento delle pressioni attuali. D'altra parte alcuni degli impianti collocati nella Valle (basti pensare alla discarica di Malagrotta) rappresentano un'emergenza tutt'altro che locale, ospitando questa i rifiuti della Capitale, ben oltre il 50 dell'intera produzione regionale. Insomma un sintomo che profila una diagnosi chiara, alla quale l'Amministrazione capitolina dovrà rispondere in modo altrettanto chiaro e senza indugiare ancora. È necessario estendere subito a tutta la città la raccolta differenziata porta a porta per abbattere il conferimento in discarica e congiuntamente avviare pratiche di riduzione per contenere la produzione alla fonte non trascurando il riuso, strumento diffuso nel territorio di Roma e che alimenta tramite le botteghe dell'antiquariato e i mercatini dell'usato, un interessante indotto economico. Più in generale l'esigenza del monitoraggio sulla corretta gestione degli impianti, la discarica di Malagrotta è oggi nuovamente oggetto di un processo, in corso, nel quale il Wwf è costituito parte civile proprio per presunti reati legati alla gestione della discarica - chiamerà ad un impegno attivo anche la Provincia per controllare le emissioni delle polveri prodotte anche dai numerosi mezzi che percorrono le strade per raggiungere le aree di estrazione piuttosto che la raffineria". "Chiediamo che i prossimi cinque anni - conclude Maggini - rappresentino un'occasione per un'inversione di tendenza nella gestione del territorio: chiediamo rispetto per i cittadini che abitano la Valle Galeria, affrontando le criticità determinate da scelte industriali molto pesanti, restituendo alla natura di quei luoghi l'attenzione che merita". "Ho appena appreso da fonti ufficiali dell'UE che è stato aperto assieme alla Campania un altro fascicolo di inchiesta. La Commissione sta quindi vagliando l'ipotesi di infliggere dure sanzioni al Lazio in quanto unica regione in Italia a non aver ancora notificato all'UE il piano di gestione dei rifiuti in violazione della legislazione UE sui rifiuti e di una sentenza della Corte di Giustizia UE del 2007 amministrazioni del Lazio nell'ambito di una procedura di infrazione già aperta da Bruxelles. La Commissione sta ultimando la sua risposta ad una mia interrogazione e ad un successivo ricorso da me depositati nel mese di gennaio e mi ha appena anticipato la dura valutazione che Bruxelles esprime sulla crisi rifiuti nel Lazio". Lo comunica in una nota Alfredo Antoniozzi, europarlamentare e candidato alla Presidenza della Provincia di Roma. Continua Antoniozzi: "Nel corso del colloquio odierno con gli uffici di Bruxelles, la Commissione mi ha riferito di essere molto preoccupata dell'assenza di un sistema effettivo di gestione dei rifiuti e della insufficienza delle infrastrutture sul territorio regionale, aspetti che l'Ue ritiene simili ahimè alla crisi della Campania. Inoltre preoccupa il grande numero di discariche presenti nel territorio regionale che potrebbero avere gravi effetti sull'ambiente e sulla salute dei cittadini. La regione è stata varie volte sollecitata a notificare il proprio piano di gestione rifiuti ma ad oggi nulla è stato inviato a Bruxelles mentre tutte le altre Regioni Italiane, compresa la Campania....lo hanno fatto per evitare le possibili sanzioni previste dalla sentenza della Corte UE del 2007. La Commissione mi ha anche riferito di avere al momento in esame solo due gravi casi, quello ben noto relativo alla Campania e ahimè quello relativo al Lazio (a seguito della mia denuncia)".