LE CANTINE dichiarate inagibili, tanto che i proprietari sono stati costretti ad affittare altri locali per sistemarvi le loro cose, le crepe nei muri di tre palazzi, una perizia Acer per una serie di fessure che si sono aperte nello stesso periodo in un altro stabile, ristrutturato una decina danni fa. Cè un altro fronte caldo, oltre a quello di via Carracci, nella protesta dei cittadini danneggiati dagli scavi per i cantieri dellAlta Velocità: da due anni almeno, i condomini di tre edifici in via Rimesse attendono gli indennizzi chiesti a Italferr. La ditta che ha effettuato i lavori ha sistemato alcuni sensori sui muri, i danni più lievi sono stati pagati in via stragiudiziale, ma è ancora aperto il contenzioso per le lesioni più gravi, con un danno di circa 70mila euro quantificato dal perito di parte. «Le Ferrovie non hanno mai accordato i risarcimenti - dice lavvocato Daniela Palazzo, al quale si sono affidati i residenti - e le prime crepe negli edifici si sono aperte alla fine del 2005, durante i lavori della "talpa" nel sottosuolo. Mandammo una diffida, ma i lavori continuarono fino alla chiusura del cantiere, evidentemente perché cerano dei tempi tecnici da rispettare. Confermo, nessun risarcimento. Nemmeno un anticipo. E per gli abitanti restano i disagi: al numero 29 di via Rimesse, dove sono state dichiarate inagibili le cantine, gli abitanti sono stati costretti ad affittare altri spazi per sistemare le loro cose. Oltre al danno, la beffa, insomma». I residenti sono esasperati. «Una situazione insostenibile - dicono - i lavori collegati alla costruzione del tunnel dellAlta Velocità sulla linea Bologna-Firenze hanno provocato ingenti danni strutturali agli edifici, ci sono anche infiltrazioni dacqua. Abbiamo fatto causa a Italferr ma non abbiamo ancora visto un centesimo». Strada particolarmente "sfortunata", via Rimesse. Oltre ai danni legati ai lavori Tav, i residenti protestano per le condizioni di un palazzo Acer vuoto da almeno cinque anni, dallaltra parte della strada, lasciato in condizioni di totale abbandono. «Là dentro e nelle zone circostanti è pieno di topi e piccioni - dicono gli abitanti - molte finestre sono rotte e abbiamo limpressione che qualche balordo usi ledificio come ricovero di fortuna. Abbiamo scritto allIstituto e allUnità di controllo ambientale del Comune, anche perché nella zona, nonostante lordinanza del sindaco, non è stata fatta nemmeno la disinfezione dei tombini contro la zanzara tigre. Siamo ancora in attesa». LAcer conferma che lo stabile è inutilizzato, ma promette che i cantieri per la ristrutturazione dovrebbero aprire entro lanno. «Era stato presentato un primo progetto che prevedeva labbattimento delledificio - informa lufficio stampa - ma il palazzo è vincolato e la Soprintendenza ha bloccato tutto. Quello successivo ha ricevuto il via libera e probabilmente apriremo i cantieri entro ottobre: verranno edificati 55 appartamenti al posto degli 80 preesistenti. In ogni caso, tutte le vie daccesso sono sbarrate e abbiamo tolto due rampe di scale per evitare occupazioni abusive». I lavori Tav, però, avrebbero colpito anche una proprietà Acer: i muri di uno stabile adiacente a quello in abbandono, ristrutturato dieci anni fa, mostrano un reticolo di crepe. «Abbiamo chiesto una valutazione tecnica ad una ditta specializzata: se verrà accertato che le lesioni sono collegate ai lavori Tav, valuteremo di chiedere i danni a Italferr».