I colori dei muri e degli arredi saranno gli ocra, i bruni, i grigi che Giorgio Morandi impastava con grande meticolosità sulla sua tavoletta. E la stesura dei materiali sulle pareti renderà il senso della pittura a spatola, quella densità della pennellata che ne caratterizza le opere. Il cavalletto e i pennelli, gli oggetti-modelli saranno gli stessi che il maestro usò e guardò tante volte per catturarne unessenza tradotta poi sulle carte e sulle tele. La luce naturale delle finestre farà da contrappunto agli effetti di dispositivi artificiali, per sottolineare e ricordare come la ricerca luministica fu alla base della poetica del pittore. Sono le emozioni sensoriali che larchitetto bolognese Massimo Iosa Ghini ha pensato, nel progettare la ristrutturazione della casa Morandi in via Fondazza 36, ora in attesa della partenza del cantiere, che dovrebbe chiudersi entro lanno. «Ho letto il saggio su Morandi scritto da Francesco Arcangeli, da poco rieditato - spiega -. Emerge un quadro introspettivo che mostra, al di là degli stereotipi del carattere burbero e poco duttile, una personalità molto rigorosa e coerente. E proprio il concetto, prezioso, di coerenza è stato la linea guida del mio intervento. Mi reputo un autore che ha un proprio segno, ma in questo caso ho preferito lavorare su uninterpretazione cromatica, lasciando invece emergere il segno dellartista». Il percorso, fluido, savvale anche, naturalmente, di molti materiali contemporanei, evidenziando le diverse funzioni degli ambienti, così come delluso delle tecnologie che valorizzano trasparenze e opacità, mettendo in scena video e fotografie sul maestro. Labitazione, come «Casa dartista - Centro studi Giorgio Morandi», ospiterà lallestimento di parti 'storiche' (il salotto, il ripostiglio degli oggetti e lo studio) e di ambienti 'di studio'. Fra queste, una sala espositivasala foto, dedicata alla biografia del maestro, agli amici artisti e ai vari fotografi che hanno immortalato la 'camera magica di Morandi; una sala lettura e archivio, dedicata alla consultazione della biblioteca del maestro; una sala polivalente, capace di ospitare una trentina di persone, pensata per incontri, seminari e mostre temporanee, cui si potrà accedere anche con un ascensore che sarà collocato in un chiostro interno. «Nei tre 'ambienti vetrina', storici - prosegue larchitetto -, abbiamo proceduto con un recupero filologico, conservando i pavimenti e gli infissi originali. Altrimenti abbiamo usato materiali moderni, mantenendo comunque un senso di unità e ripristinando la disposizione originaria degli ambienti, oggi alterata da muri tramezzi. Abbiamo definito un percorso che ricostruisce il flusso degli ospiti che andavano a visitare il maestro, iniziando ovviamente dallingresso, dove si rievoca una sorta di rapporto con luomo: grazie a video storici si potrà riascoltare la sua voce, con interventi su diverse argomentazioni». Un percorso fluido di vetri parte dallingresso con micro colorazioni diverse: alcuni opachi, per permettere la proiezione di immagini video sulla superficie. E ancora unampia vetrata, a tutta altezza, proteggerà lo studio. «Il progetto per questo spazio è stato molto concertato, per mantenere un certo grado di realismo nellinterpretazione. Cè la radice storica dellartista, che in queste pareti ha lasciato pennellate per le prove di colore, recuperate da uno specifico restauro. Non ci si potrà affacciare alla finestra da dove Morandi prendeva ispirazione, ma il cortile (anche questo da restaurare), con il famoso ulivo, sarà visibile dalle altre finestre della casa che danno sul retro. La luce è un altro elemento fondamentale del percorso, con un uso molto specifico di quella artificiale, non ridondante o eccessiva». Dal Museo di Palazzo dAccursio torneranno quindi gli oggetti dello studio, mentre dal deposito di Carlo Zucchini saranno recuperati i tanti oggetti che Morandi prendeva come modelli, riallestiti in quello scrigno che sarà la stanza «Ripostiglio». «E stato unemozione lavorare in quella casa, anche perché Morandi ha rappresentato un modo di operare che ha certe radici nella cultura bolognese», commenta ancora Iosa Ghini, anche lui petroniano, forse più apprezzato allestero che nella sua città natale. «Questo è un dato di fatto, ma lavorare molto fuori di qua mi permette di avere una visione della città più critica, in senso positivo. Credo che Bologna abbia molte potenzialità, dal punto di vista architettonico e urbanistico, ma non riesca ad esprimerle. Abbiamo una cultura più lenta, anche se questo non significa che non ci sia qualità. Apprezzo quello che sta facendo lassessore Virgilio Merola, ma manca un dibattito aperto su queste tematiche e bisognerebbe avere la capacità di uscire dal mondo dei veti. E allora forse si capirebbe perché in tanti anni si sia fatto così poco».
BOLOGNA - "Casa Morandi nel segno del Maestro"
Larchitetto Massimo Iosa Ghini sta lavorando alla ristrutturazione della casa di Giorgio Morandi in via Fondazza 36 a Bologna. Il progetto include la riproduzione degli ambienti originali, come il salotto, il ripostiglio e lo studio, e la creazione di nuovi spazi, come una sala espositiva e una sala lettura e archivio. Iosa Ghini ha lavorato con un approccio filologico, conservando i pavimenti e gli infissi originali e utilizzando materiali moderni per mantenere un senso di unità. Il progetto include anche l'uso di tecnologie per valorizzare le trasparenze e le opacità, come le vetrate e le proiezioni di immagini video.
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