Ci sono voluti 17 lunghi anni per arrivare all'istituzione del Parco nazionale dell'Appennino Lucano-Val d'Agri-Lagonegrese. Era l'unica tra le aree protette previste dalla legge quadro del 1991 a non essere stata ancora istituita. Il 5 marzo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del decreto firmato dal presidente della Repubblica, dopo il via libera della Corte dei Conti, a conclusione di un iter complesso e travagliato a causa della perimetrazione dell'area sulla quale insistono attività petrolifere. Uno tra gli ultimi ostacoli superati è stata l'autorizzazione, poi revocata da parte della Regione, alla realizzazione di una discarica in un comune che ricadeva proprio nell'area del Parco. Nella perimetrazione risulta inclusa la montagna di Caperrino, come dall'Accordo quadro sottoscritto dalla Regione Basilicata e dalle compagnie petrolifere. Il decreto sancisce il divieto di tali attività nell'area protetta «fatta salva la realizzazione di opere e l'esercizio delle attività connesse che hanno già ottenuto il giudizio positivo di compatibilità ambientale ai sensi della vigente normativa in materia di valutazione di impatto ambientale, nonché quelle relative agli interventi per i quali alla data di approvazione della proposta di intesa da parte del consiglio regionale siano state avviate le procedure di valutazione di impatto ambientale». Una coabitazione possibile, quindi, che può rappresentare per il Parco un'opportunità di sviluppo che occorre però saper cogliere. Proprio le risorse del petrolio potrebbero rappresentare il volano per il decollo del primo parco tutto lucano. Istituito l'Ente, ora si dovrà procedere alla nomina degli organi: presidente, consiglio direttivo, giunta esecutiva, collegio dei revisori dei conti e comunità del parco. Per il presidente si dovrà attendere il decreto del ministro per l'Ambiente, d'intesa con il presidente della Regione. Sarò uno dei compiti che spetterà al nuovo Governo, insieme alla definizione delle risorse da assegnare al nuovi organismo. Il Parco si estende su una superfìcie di circa 67 mila ettari, tutti nella provincia di Potenza. È suddiviso in tré zone: di elevato interesse naturalistico e paesaggistico con inesistente o limitato grado di antropizzazione; con limitato grado di antropizzazione; con elevato grado di antropizzazione. Ne fanno parte 29 Comuni, 9 Comunità montane e 10 siti Rete Natura 2000.