Lecce deve diventare "patrimonio dell'umanità". A farsi garante per la candidatura della capitale del Barocco al prestigioso riconoscimento dell'Unesco riservato in Puglia solo a Castel del Monte e ad Alberobelloè il ministro per i Beni e le attività culturali, Giuliano Urbani. Che ieri, visitando il capoluogo sa-lentino, si è lasciato andare anche a un'altra promessa: quella di garantire alla città una «Soprintendenza propria». Ma ieri è arrivato anche il protocollo d'intesa fra il presidente della Regione, Raffaele Fitto, e il governo per la definizione di un accordo di programma quadro in materia di beni e attività culturali. Una decisione attesa da più di quattro anni: nel 1999 fu il predecessore di Fitto alla guida della Regione, Salvatore Di Staso, a firmare con l'allora premier Massimo D'Alema un'intesa istituzionale che prevedeva accordi su quattro temi: sviluppo locale, trasporti idrici, trasporti e beni culturali. Per quest'ultimo la firma dell'intesa, annunciata da Urbani come imminente nel settembre del 2002, è arrivata ieri. Obiettivo prioritario dell'accordo per il quale è previsto un finanziamento complessivo di 200 milioni di euro è la tutela, la valorizzazione e la gestione delle risorse paesaggistiche, storico-culturali e artistiche della regione. Oltre alle aree archeologiche, ai musei e ai complessi monumentali si punterà anche alla valorizzazione dei teatri storici. Particolare attenzione è rivolta ai beni ecclesiastici: proprio ieri, del resto, è stato inaugurato il nuovo museo diocesano di Lecce, alla presenza dell'arcivescovo Cosmo Francesco Ruppi e del sindaco Adriana Poli Bortone. Nella struttura sono ospitate cento opere, fra le quali spicca una tela di Nicolas Poussin, sculture in argento, legno, cartapesta e antichi paramenti sacri, tutte databili fra il Cinquecento e l'Ottocento. Soddisfatto il presidente della Provincia, Lorenzo Ria: «II Salente sta vivendo un momento eccezionale». Ora Lecce si candida all'Unesco. E Urbani si è raccomandato con gli amministratori leccesi di segnalargli siti, anche piccoli, particolarmente degradati. Al ministro il sindaco ha donato una scultura in argento del maestro salentino Pietro Paolo, un fermacarte che riprende un fregio del Barocco leccese. Ma è sull'intero patrimonio culturale pugliese che l'intesa firmata ieri potrà avere ripercussioni positive: «L'accordo permette di superare la logica dell'intervento puntuale sui singoli Beni, pure indispensabile, inquadrandolo in un sistema integratospiega il soprintendente regionale Ugo Soragni A giorni sarà sottoscritto un documento tecnico che punterà, utilizzando i fondi dei Por, a inserire l'offerta turistica in un disegno complessivo che comprenda le vie di comunicazione, la ricettività alberghiera, la valorizzazione delle aree naturali. Alcuni siti sono molto visitati, infatti, mentre altri vanno collocati all'interno di percorsi più ampi. E con i Por si può incentivare un indotto, ora inesistente, di cooperative che alimentino lo sforzo di rilanciare i beni culturali».