Capua. Il ministero della Difesa dismette i propri beni immobili perché non più idonei ad usi militari ed il Comune di Capua cerca di acquisire quelli sul proprio territorio. In questa direzione va l'iniziativa del sindaco Antropoli che vuole inserire nei beni disponibili per la città sia la caserma San Giovanni-Gorini con annessa Reale Sala d'Armi e sia uno dei quattro bastioni della cinta muraria, chiamato «Sperone». E ha scritto all'Agenzia del Demanio, alla quale sono stati conferiti i beni militari insieme al compito di alienazione e valorizzazione degli stessi, evidenziando come ad usi civili, gli immobili, possano diventare beni fruibili a scopi culturali e sociali. Per quanto riguarda l'ex caserma, proprio di recente oggetto di un intervento di riparazione della tettoia dopo che in parte franò nella sottostante via Pier delle Vigne, il primo cittadino dice: «L'amministrazione comunale intende acquisire questa proprietà e, facendo riferimento ad una pregressa corrispondenza con la direzione centrale del Demanio nonché con l'Agenzia del Demanio, abbiamo avanzato formale richiesta di concessione in uso dell'immobile, secondo le leggi e disposizioni vigenti. Non va sottaciuto l'elemento cardine della richiesta, vale a dire l'ubicazione del bene nel centro storico, già in passato oggetto di programmi di recupero, riqualificazione e valorizzazione. Del resto, lo stato attuale della caserma, vetusta e degradata, non è privo di pericoli per la privata e pubblica incolumità, della cui salvaguardia il Comune non può sottacere». Il bastione Sperone che sovrasta i fossati dal sud-est di Capua, rientra invece in un'ottica di prevenzione per la collettività svolta dalle locali associazioni di protezione civile «Sos Radiosoccorso» e «Volturnia Civitas». Bisogna dire che l'immobile demaniale, composto da un unico corpo di fabbrica e un'area scoperta di circa 4500 metri quadrati, fu consegnato al Comune di Capua già nel 1980, all'indomani del disastroso sisma che colpì la Campania e la Basilicata. «L'ampiezza del bastione Sperone - spiega Antropoli - risulterebbe certamente utile alle finalità di protezione civile ed è un'ottima base logistica. Ne abbiamo chiesto l'acquisizione confermando che l'amministrazione comunale ha in corso l'attivazione delle procedure idonee ad assicurare un recupero funzionale degli spazi in seno alla destinazione vigente». Una decisione accolta con grande favore dai volontari di protezione civile che a nome del presidente della Volturnia Civitas, Enrico Di Rauso, augurano che il Demanio conceda i necessari nulla osta.