Aspettando i Nuovi Uffizi, ci dovremo accontentare del «percorso Benetton». Un'anteprima del raddoppio della galleria, con un itinerario provvisorio che inaugurerà l'uscita in piazza Castellani, di fronte all'ex Cinema Capitol trasformato appunto da Benetton in centro con negozi, bar e ristorante. Il nuovo percorso nasce dall'accordo siglato nei mesi scorsi tra Ministero dei beni culturali e Palazzo Vecchio, che ha finanziato con 1.600.000 euro (frutto dell'intesa con Benetton per il recupero dell'ex Capitol) il progetto esecutivo dei Nuovi Uffizi e quindi permesso la novità che sarà presentata il 15 gennaio dal ministro dei Beni culturali Giuliano Urbani e dal sindaco Leonardo Domenici. Ma l'itinerario diventerà effettivo a partire dal 14 febbraio, quando aprirà an-che il centro Benetton. Ecco cosa cambierà per i visitatori. L'ingresso intanto resta lo stesso, sul lato di levante. Da qui si potrà salire in galleria utilizzando il vecchio ascensore o percorrendo lo scalone vasariano: tutto come prima per ammirare il primo corridoio, i capolavori dei Primitivi, di Paolo Uccello e Botticelli, il secondo e terzo corridoio, fino al bar e al terrazzo. Quindi inversione di marcia fino al vestibolo, per scendere al piano inferiore o per lo scalone di Buontalenti o in ascensore. Eccoci alle sale che ancora ospitano la mostra sulla lingua italiana «Dove il sì suona»: saranno vuote e purtroppo ancora non restaurate perché costantemente occupate da mostre. In-somma i Nuovi Uffizi si annunciano per ora solo nel percorso e sugli schermi dei video in queste stanze, da cui inizia il passaggio a ritroso verso la nuova uscita. Raggiunto il verone sull'Arno, avremo la sorpresa dell'allestimento con il neoattico Vaso Medici (prima sistemato nella Sala Niobe, che sarà svuotata) e con due bronzi attribuiti all'Ammannati posti ai lati. Uno sguardo al panorama sul piazzale e Ponte Vecchio, si procede verso le sale di levante: la prima con la «Medusa», il «Bacco» e il «Sacrificio di Isacco» di Caravaggio, le altre con i caravaggeschi e gli emiliani del '600. Eccoci all'ultima sala, che dovrebbe accogliere un nuovo bookshop, soluzione che desta non poche discussioni tra i responsabili poiché la direzione degli Uffizi vorrebbe che i servizi commerciali fossero in funzione del museo e non viceversa. Vedremo se saranno spostati nei locali attigui o resteranno «in bocca» ai visitatori. Eccoci di nuovo alle scale (non c'è ascensore e i disabili dovranno tornare indietro e riprenderlo allo scalone di Buontalenti), si scende, si oltrepassa l'ingresso della Biblioteca Magliabechiana, ancora scale ed eccoci al piano terra. Si volta a destra e, sorpresa, eccoci nello shop Ferragamo con foulard e cravatte griffate, a seguire la sala video sugli Uffizi (più della metà ora sono fuori uso), le sale con i bookshop spostati dalla vecchia uscita e qui raggruppati accanto alla libreria d'arte. E' da qui che i visitatori usciranno su Piazza Castellani, sulla rampa ricementata in ghiaia, di fronte all'ex Capitol-centro commerciale Benetton. «Già, quell'orrido ipercoop voluto da Palazzo Vecchio commenta il soprintendente del polo museale Antonio Paolucci E' bestiale caricare una zona del centro già congestionata, di funzioni di quel tipo». Una soluzione che desta il disappunto del soprintendente che, quanto al debutto del nuovo percorso, aggiunge: «Sopporto questa fase di transizione e mi dispiace». Aspettando i Nuovi Uffizi, il progetto esecutivo e la vera uscita: non più con la vecchia rampa, ma attrezzata con la loggia disegnata da Arata Isozaki.