MARTI. L'importanza storica e archeologica dell'area oggi identificata come Parco del Bastione, viene sottolineata dagli archeologi Monica Baldassarri, Antonino Meo e Simone Sacco nella loro relazione: «Nel medioevo Marti fu un importante castello, prima controllato dalla famiglia degli Upezzinghi, poi dal Comune di Pisa, fino a quando nel corso del XV secolo fu distrutto per opera dei fiorentini e dei vicini montopolesi, passati dalla parte della città del Battista contro i pisani ed i loro alleati locali». Il cuore del castello antico di Marti non fu più ricostruito, ma rimase deserto dalla costruzione di nuove abitazioni, che si collocarono lungo la via di crinale, costituendo un unico insediamento che oggi collega senza soluzione di continuità il primo colle, San Bartolomeo, al Borgo: «Quell'area abbandonata divenne proprietà in Età moderna della famiglia fiorentina dei Capponi, che ne fecero una zona agricola; ma il ricordo della sua antica destinazione fu conservato nel toponimo che ancora oggi indica il rilievo collinare, denominato il "Bastione". Il fatto che la sommità sulla quale si ergeva il castellum sia stata risparmiata quasi per intero dagli interventi edilizi delle epoche successive al Medioevo ed il legame particolare che univa quest'insediamento ai potenti Upezzinghi sono stati tra i motivi all'origine della ripresa della ricerca storica ed archeologica su Marti degli ultimi anni». Riguardo alla fornace, situata ai piedi dell'antico castello, si legge: «Sembra non essere servita solamente per una singola opera, in un unico momento. Lo testimoniano i vari restauri delle strutture murarie, ma soprattutto le tracce di una versione originaria realizzata con il semplice scavo della roccia arenacea. Tuttavia è difficile capire se questa abbia funzionato in modo continuativo, o non si tratti piuttosto di riprese di attività accompagnate dalle risistemazioni strutturali rese necessarie dal temporaneo fermo del forno. Altrettanto complesso è stabilire la quantità di laterizi prodotta nei periodi di attività ed il "giro" di affari sostenuto a livello locale. Ma anche da chi poteva essere gestita». Anche per questi motivi sono necessari degli approfondimenti: «Oltre alla ricognizione delle evidenze materiali ancora leggibili, è prevista la continuazione della ricerca, sia negli archivi locali che in quelli di Pisa, Lucca e Firenze, città che hanno esercitato la loro influenza in quest'area. Tali approfondimenti sono importanti non solo al fine di stabilire il regime economico della fornace, o per tentare di connotare meglio le maestranze, ma soprattutto per sottoporre a verifica le ipotesi formumate circa la regolamentazione statale della produzione e della vendita dei laterizi».