Dagli scavi è affiorata una fornace per la produzione di laterizi Raccolti anche molti reperti preziosi Ma servono risorse per poter continuare le ricerche nel sottosuolo -------------------------------------------------------------------------------- Un Parco che valorizzi Marti attraverso le sue origini e il suo passato. Una fornace medievale per la produzione di laterizi, tracce delle mura del castello, una tomba etrusca e, forse, altro ancora, che aspetta di essere portato alla luce del sole. Dopo aver nuovamente tolto alle armi dei nemici il castello di Marti, la Signoria di Firenze nel 1433 deliberò che venisse smantellato e per farlo in tempi stretti e senza spesa, autorizzò gli abitanti delle comunità del contado pisano rimaste fedeli a Firenze a demolirne le mura, per riutilizzarne le macerie come materiale da costruzione. Da allora di quel castello, non resta che il nome di Bastione al sito dove fu l'antica rocca. Oggi è considerato un tesoro, in parte ancora nascosto, che l'amministrazione comunale di Montopoli vuole promuovere: «Soltanto di recente - sottolinea il sindaco Alessandra Vivaldi - abbiamo completato l'acquisto dell'intera area, che per alcune parti era ancora di proprietà privata. Ora puntiamo alla sua valorizzazione paesaggistica e architettonica». In quest'ottica il Comune ha messo a punto un progetto e lo ha presentato in Regione: «Le nostre idee hanno riscosso apprezzamenti, ma non sappiamo ancora se l'operazione verrà finanziata». Gli scavi archeologici sono iniziati alcuni anni fa per volontà del gruppo archeologico locale "Isidoro Falchi" e poi sono stati portati avanti da professionisti. Ma l'opera è tutt'altro che compiuta, come spiega Monica Baldassarri, direttrice del museo civico di Montopoli: «Dagli scavi effettuati finora sono già emersi dei tesori importanti. Ma ci sarebbe bisogno di andare avanti, di approfondire il lavoro fatto in questi anni e anche di consolidare i risultati degli scavi effettuati finora. Per questo c'è bisogno di ulteriori finanziamenti: le idee ci sono e il potenziale è indiscutibile. Ma servono i soldi per far decollare un'area che ha un forte potenziale archeologico, dal valore indiscutibile. E sarebbe importante anche poter proseguire gli scavi che riguardano la cinta muraria dell'antico castello: una parte è stata riportata alla luce, ma ci sarebbe ancora tanto lavoro da fare». Una tesi, quella di Monica Baldassarri, pienamente condivisa dal sindaco Vivaldi: «Da parte nostra c'è la consapevolezza dell'importanza del Parco del Bastione. Però resta il problema delle risorse». Francesco Turchi