Dal 1983 è alle «Micheli» ma la ruggine è in agguato Da venticinque anni troneggia con la sua inconfondibile sagoma scura nel giardino delle scuole elementari "Micheli" in piazza XI Maggio. Una presenza imponente alla quale però ormai nessuno sembra più far caso. Si tratta di un'anziana locomotiva fortunatamente sfuggita alla demolizione e che tuttora testimonia un'epoca ormai lontana, quando i treni andavano a vapore, le carrozze erano arredate con panche in legno e viaggiare in ferrovia aveva il sapore dell'avventura. Nel 1983 quella vaporiera fu assegnata dalle Ferrovie dello Stato in comodato al Comune venendo collocata nell'attuale posizione come monumento, seguendo una tendenza abbastanza diffusa una trentina d'anni fa e che permise di salvaguardare un eccezionale patrimonio di archeologia industriale. Osservando con attenzione la locomotiva è anche possibile apprendere molte notizie della sua vita. Sulla fascia rossa fra i respingenti possiamo infatti leggere il modello ed il numero di costruzione della macchina. Si tratta di una locotender Gr. 835 numero 84. Un tipo di locomotiva costruito fra il 1906 ed il 1922 in 370 esemplari di cui quello che vediamo appartiene al primo lotto di 97 macchine fabbricate nelle officine Breda di Milano attorno al 1907. La nostra vaporiera ha perciò un secolo di vita e, come una trentina di sue sorelle, prima di essere accantonata, ha lavorato sino alla fine degli anni '70 dimostrando una notevole affidabilità. Impiegata nella manovra dei vagoni in stazione e soprannominata affettuosamente "Cirilla" dai ferrovieri, la locomotiva Gruppo 835 costituisce il tipo più numeroso fra le vaporiere italiane. Locomotiva di cui troviamo ancora una cinquantina di esemplari sparsi lungo la penisola, in gran parte trasformati in monumento come la nostra, grazie alle sue dimensioni relativamente contenute che ne hanno reso abbastanza agevole la collocazione in musei e giardini pubblici. Oltre a quella esposta alla scuola Micheli, nella provincia di Livorno sono conservati altri due esemplari di quel tipo. Presso il Deposito Locomotive si trova infatti la Gr. 835 n.323 costruita nel 1921 nello stabilimento OM di Milano, mentre al Museo della Civiltà del Lavoro di Venturina vediamo esposta la Gr 835 n.62, anch'essa uscita dalle officine Breda. Altri esemplari dello stesso tipo di locomotiva si possono inoltre ammirare a Gemona, a Salerno, a Carpignano Sesia (Novara), a Genova Bolzaneto e nel parco Guareschi di Brescello (Reggio Emilia), il paese reso celebre da Peppone e don Camillo. Di certo quelle splendide macchine necessitano di un minimo di manutenzione per continuare in futuro a raccontarci la loro storia. E dopo venticinque anni, anche per la nostra "Cirilla" una mano di tinta non guasterebbe perchè la ruggine è in agguato...