Il «regalo» alla città di Firenze, stavolta l'ha fatto il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. La Madonna del cardellino, il capolavoro di Raffaello che da circa dieci anni è al centro di un complesso e delicato restauro, non andrà in mostra al Quirinale, com'era stato annunciato lo scorso gennaio. Alla fine del suo restauro - tuttora in corso nel laboratorio dell'Opificio delle Pietre Dure di Firenze - cioè verso settembre, invece di «volare» a Roma, tornerà agli Uffizi. Non solo: in una nota diffusa ieri dal Quirinale in si spiegano le motivazioni di questo « d i e t r o front», si legge che «il presidente Napolitano vorrà rendere omaggio e pubblico riconoscimento dell'impegno profuso per il restauro, visitando la Galleria degli Uffizi, sede naturale dell'opera di Raffaello ». Ineccepibile. Come si ricorderà, il capolavoro di Raffaello, dipinto tra il 1506 e il 1507, una volta finito il restauro doveva essere traslato al Quirinale. La «trasferta» romana della tavola dalle pennellate leggere e dai colori emozionanti, era stata preparata in gran segreto mail Giornale della Toscana ne diede notizia e subito cominciarono a sollevarsi delle obiezioni. A livello politico intervenne anche il senatore Paolo Amato di Forza Italia con un'interrogazione parlamentare e dichiarandosi contrario alle proposte di presentare in pubblico nella capitale un'opera che, sostenne, «da più di 350 anni rappresenta uno dei capolavori identitari degli Uffizi» e della città di Firenze. A quel punto qualcosa deve essere accaduto perché sulla vicenda è caduto un velo di silenzio, mentre nel silenzioso laboratorio restauri della Fortezza da Basso, la restauratrice Patrizia Riitano proseguiva il suo lento lavoro di recupero dell'opera. Attualmente mancano ancora due mesi al momento in cui verrà scritta la parola «fine» di questo intervento da manuale, che restituirà alla Galleria degli Uffizi uno dei suoi capolavori identitari. E com'è giusto che sia, sarà Firenze a riabbracciare La Madonna del cardellino, da troppo tempo sostituita da una fotografia dell'originale (ormai anche un po' sbiadita) in Galleria. L'esposizione mediatica romana del capolavoro, quindi non ci sarà e sorprende la motivazione avanzata dal Quirinale. Nella suddetta nota, infatti si legge: «Lo sforzo compiuto dalla Presidenza della Repubblica per la mostra Nostoi, la previsione di altri eventi già programmati nella sede del Quirinale, e la opportunità di ospitare in tale sede eventi di specifico significato istituzionale - prosegue - non consentono di accogliere l'ipotesi, già presa in considerazione con le competenti autorità nazionali e locali, di esporre nel Palazzo della Presidenza della Repubblica il capolavoro di Raffaello, la Madonna del Cardellino, a conclusione del lungo restauro compiuto dall'Opificio delle Pietre Dure in Firenze ». La decisione sembra ponderata, con attenzione, ma allora perché la conferenza stampa di presentazione della ««trasferta» romana del dipinto era programmata per il 29 di questo mese? Che cosa è accaduto nel frattempo? Difficile trovare subito delle risposte, ma di certo al presidente Napolitano non devono essere andate a genio i pericoli di polemiche che l'esposizione del capolavoro di Raffaello al Quirinale avrebbe sicuramente generato. Così, meglio prevenirle quelle polemiche, lasciando il dipinto a Firenze. Saggia decisione, anche se a qualcuno (sia a Roma sia a Firenze) non piacerà. Adesso non resta che aspettare la nuova visita del capo dello Stato a Firenze che - l'ha promesso - ammirerà l'opera proprio agli Uffizi, la «sede naturale». Tra i primi commenti positivi rispetto la decisione assunta dal Quirinale, quello del direttore della Galleria degli Uffizi, Antonio Natali, che ha detto: «L'importante è che si faccia il bene dell'opera d'arte, che si compia un episodio formativo delle coscienze. Per ora non ho ancora una data di rientro dell'opera in Galleria - ha concluso - . Da parte mia non ho alcuna fretta: ho aspettato nove anni, posso attendere ancora qualche mese». Più propositivo il commento di Cecilia Frosinini, responsabile del settore restauro dipinti dell'Opificio delle Pietre Dure: «Prima di tutto auspico una mostra interamente e solamente dedicata all'opera, magari con un'illuminazione diversa, più appropriata, che sia un vero regalo ai fiorentini. Perché se torna subito in Galleria - ha aggiunto - la vedranno prima i giapponesi». Poi ha riferito qualche particolare tecnico: «Mancano ancora un paio di mesi alla fine vera del restauro, poi inizieranno le indagini del "dopo" e la campagna fotografica utile per completare il corredo fotografico da pubblicare sul libro che accompagnerà la fine di questo restauro».
Madonna del Cardellino: dietrofront
Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha deciso di non esporre al Quirinale la Madonna del cardellino di Raffaello, dopo un restauro che è stato completato nel laboratorio dell'Opificio delle Pietre Dure di Firenze. L'opera, che era stata programmata per essere esposta al Quirinale, sarà invece restituita agli Uffizi, dove sarà visibile nuovamente. La decisione è stata presa dopo una serie di polemiche e obiezioni, tra cui quella del senatore Paolo Amato di Forza Italia, che si era opposto all'esposizione del dipinto in Roma. Il Quirinale ha spiegato che la decisione è stata presa per evitare polemiche e per dare priorità al restauro dell'opera.
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