Restauro fa quasi sempre rima con «studio » e «scoperta». Lo testimonia la fine del recupero della facciata della basilica di Santa Maria Novella che è stata presentata ieri dopo due anni di lavoro. Infatti, dopo una delicata fase di indagini e studi, si è rivelata in tutto il suo fascino la fase trecentesca dell'opera disegnata da Leon Battista Alberti (e la cui prima pietra venne posata nel 1279), quando la facciata era circa un terzo dell'attuale, ma con il portale centrale ben più alto di quello attuale, come hanno confermato le indagini svolte con il georadar. Allo stesso tempo è stato possibile disegnare esattamente l'antica scaletta a chiocciola che, tra la facciata esterna e quella interna della basilica, da un'altezza di circa 8 metri sale fino agli ambienti del sottotetto, dove oggi resta uno solo degli argani che una volta servivano per issare e calare i vari elementi appesi. Ma torniamo al restauro. L'intervento, costato 984mila euro, è stato interamente realizzato dal Servizio Belle arti e Fabbrica di palazzo Vecchio del Comune di Firenze; in particolare, sotto la supervisione dell'architetto Giuseppe Cini, le operazioni si sono svolte sotto la responsabilità dell'architetto Maria Bonelli. In particolare le vicende conservative hanno visto i restauratori intervenire sul sia sulle parti in marmo bianco, sia sul «serpentino» e sugli inserti rossi (le marne sugame). I problemi maggiori erano costituiti dallo stato di degrado sia delle parti scolpite sia delle lastre, con quest'ultime che presentavano i segni indiscutibili del processi d'erosione a causa degli agenti atmosferici. Alla fine si è trattato di un lavoro enorme, svolto in due anni, che ha previsto anche l'asportazione (e il successivo reintegro) di varie parti in cemento, testimonianza di precedenti interventi di restauro durante il secolo scorso. È stato poi portato a termine il rilievo di tutti i blocchi di pietra (compresi quelli del «Sole»), così come grazie al restauro è stato rimesso in funzione anche il foro gnomonico subito messo «alla prova» lo scorso 21 marzo, all'equinozio di primavera. Il restauro della piazza - La presentazione della fine del restauro della facciata di Santa Maria Novella è stata l'occasione anche per parlare dello stato dell'arte dei lavori complessivi della piazza. L'assessore alla cultura del Comunedi Firenze, Giovanni Gozzini, ha detto che anche per la piazza i programmi saranno rispettati e tra ottobre e novembre prossimi sarà ultimata la sistemazione delle nuove aiuole. La «nuova» piazza Santa Maria Novella prevede i cassonetti interrati, le panchine, l'illuminazione della facciata della basilica da punti luce sistemati nei sottotetti dei palazzi circostanti e, secondo un'idea dell'ex-soprintendente Antonio Paolucci, un gioco di figurelaser proiettate su quattro spruzzi di acqua che creeranno un'atmosfera davvero insolita. Inoltre tre giorni fa è stato consegnato il secondo lotto (grazie all'Ente Cassa di Risparmio di Firenze che ha stanziato 2 milioni di euro) di lavori al piano terra delle ex-scuole Leopoldine, che prevede il restauro e la chiusura con vetrate del chiostro dove nasceranno il bookshop e la caffetteria del futuro Museo del 900. Peccato che le risorse per la nascita di quest'ultimo ancora non ci siano...
Santa Maria Novella stupisce ancora
Restauro fa quasi sempre rima con studio e scoperta. Lo testimonia la fine del recupero della facciata della basilica di Santa Maria Novella che è stata presentata ieri dopo due anni di lavoro. Il restauro è stato costoso, con un budget di 984mila euro. L'intervento è stato realizzato dal Servizio Belle arti e Fabbrica di palazzo Vecchio del Comune di Firenze. L'architetto Giuseppe Cini ha supervisionato le operazioni, mentre l'architetto Maria Bonelli ha assicurato la responsabilità dell'intervento. I restauratori hanno lavorato su parti in marmo bianco, serpentino e inserti rossi. I problemi principali erano lo stato di degrado delle parti scolpite e delle lastre, che presentavano segni di erosione.
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