Kalòs kai agathòs: bello e buono. È la formula alla base della cultura greca e, dunque, di tutta la cultura occidentale: la bellezza come medicina del vivere. Proviamo a introdurre un piccolo cambiamento: alla «e» sostituiamo un deciso «è». Ecco che le parole prendono più forza: «bello è buono». È insostituibile. È necessario. È indispensabile per vivere bene. Da questo punto di vista, il nuovo libro di Marco Romano sulle città come «opere d'arte» afferma una verità incontestabile: il rapporto strettissimo fra bellezza e qualità della vita. E questo non significa rimpiangere il passato. La bellezza deve essere fortemente radicata nell'oggi. Per esprimere la complessità contemporanea. Da questo punto di vista, l'Expo, se gestita bene, può essere per la nostra città una straordinaria occasione di rinnovamento nella bellezza. Le polemiche sui grattacieli della Fiera e sulla presenza di architetti stranieri nel nostro Paese esprimono posizioni antistoriche e provinciali: atteggiamenti che Milano deve abbandonare al più presto, tornando a quel sano ottimismo, a quella voglia di fare e a quella visione internazionale che hanno caratterizzato i suoi periodi migliori. Non si può dimenticare che l'architettura moderna si è evoluta ed è cresciuta grazie alla circolazione dei progettisti in tutto il mondo: dunque la presenza di «stranieri di talento » non può che essere salutare per una città rimasta ripiegata su se stessa per troppo tempo. Il problema è semmai l'opposto: cosa fare perché Milano si internazionalizzi di più? Come è avvenuto per il Design: Milano ne è la capitale mondiale, non solo perché qui si progetta e si produce; ma anche perché designer di ogni angolo della terra portano alla città il loro contributo. Gli Stati Uniti non sarebbero quello che sono senza gli «stranieri» che lì vivono e lavorano: chiunque abbia ingegno o talento vi è il benvenuto. Perché aiuta il Paese a crescere. E a migliorarsi. Il sindaco Moratti ha detto che questa Expo sarà «per il mondo». Ce lo auguriamo. Questa è la strada che Milano dovrebbe sempre seguire: l'apertura al valore e alla bellezza. Da chiunque siano portati. E senza chiedersi da dove provengano.
MILANO - La bellezza salverà l'Expo 2015
Il libro di Marco Romano sottolinea il rapporto stretto tra bellezza e qualità della vita. La bellezza è necessaria per vivere bene e deve essere radicata nell'oggi per esprimere la complessità contemporanea. L'Expo può essere un'occasione di rinnovamento nella bellezza se gestita bene. Le polemiche sulla Fiera e sulla presenza di architetti stranieri esprimono posizioni antistoriche e provinciali. La presenza di progettisti stranieri è salutare per una città che si è rimasta ripiegata su se stessa. Il problema è l'opposto: come Milano si internazionalizzi di più. Il Design è un esempio di come la città sia diventata capitale mondiale grazie al contributo di designer di tutto il mondo.
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