Di Nardo fa entrare Bassilichi. Giambrone: entusiasta NIENTE caccia al ladro. E, invece, caccia al socio. Nuovi soci per il Teatro del Maggio Musicale. Il primo a entrare, dal 1999 in poi, è adesso lazienda fiorentino-senese, come la chiama il presidente di Confindustria Firenze Giovanni Gentile, Bassilichi spa., uno dei principali operatori italiani nelloutsourcing di servizi tecnologici. Lazienda di Marco Bassilichi arriva in Corso Italia introdotta dal «cacciatore» Vincenzo Di Nardo, ad di Baldassini-Tognozzi-Pontello, uno dei soci fondatori. «Lidea della caccia al socio è di Di Nardo - spiega il sovrintendente Francesco Giambrone - E io ne sono entusiasta». Lidea è semplice. Sullesempio di Di Nardo, Giambrone e Gentile propongono che da ora in poi i 23 soci fondatori si impegnino ognuno a tirare dentro unaltra impresa: «Raddoppieremo i privati nel Teatro». Misurata in denaro sonante, liniziativa frutta 40 mila leuro lanno per tre anni, e poi il rinnovo, per ogni socio. «Dopo il risanamento pubblico arriva quello privato - commenta Giambrone - Ma quello economico non è il solo aspetto. Un afflusso di nuovi soci privati vorrà dire anche un legame tra il Teatro e gli imprenditori, tra il Teatro e la città, un nuovo modo di vedere le cose, la possibilità di fare progetti insieme». Una svolta che, secondo Giambrone, andrà a braccetto con le possibilità offerte dal nuovo Auditorium: che a sentire il parlamentare fiorentino Paolo Amato non entusiasma il Pdl. «Qualunque sarà il nuovo governo, mi tranquillizza la garanzia del presidente della Repubblica, essendo il nuovo teatro dentro i progetti per i 150 anni dellunità dItalia», conclude Giambrone. Da maggio, annuncia il sovrintendente, i privati avranno anche due rappresentanti nel consiglio di amministrazione del Maggio, invece di uno come adesso. «La norma stabilisce che ne debbano avere uno quando il loro contributo arriva all8 di quello pubblico - spiega - Ma, a Firenze siamo arrivati al 16, dunque si raddoppia». Unalleanza, quella con il Teatro, vitale per limprenditoria locale. «Il Maggio - dice Di Nardo - è uno dei principali volani di importanza internazionale che rendono competitivo il nostro territorio». Dunque perché gli imprenditori non dovrebbero investirci? «La cultura - conferma Gentile - è un fattore determinane della crescita industriale del nostro territorio. Io auspico una legge speciale per Firenze incentrata proprio sulla cultura».