Stefano Degli Esposti è proprietario da generazioni della sala di via Cartoleria Il teatro Duse, con i suoi mille posti a sedere, e il secondo palcoscenico della città, per ampiezza inferiore solo al Teatro Comunale, appartiene a una società privata, composta dai fratelli Stefano e Marta degli Esposti. Signor Degli Esposti, come si è ritrovato proprietario di un teatro? «Perché molti anni fa mio nonno Cesare, chera un bravo impresario teatrale, assieme a un socio fondò lAnonima Beni Immobili, iniziò ad aprire sale cinematografiche a Bologna e finì con lacquistare, nel 1942, la sala del Duse. Poco dopo iniziarono a ristrutturarlo e nel novembre del 1945 riuscirono a inaugurarlo. Da allora è passato di generazione in generazione, prima a mio padre, e poi a me e a mia sorella Marta, e tutti noi abbiamo fatto qualcosa per questo teatro, labbiamo ristrutturato, messo a norma, ammodernato. Per questo, vede, non è così semplice pensare di vendere». Non ci avevate mai pensato? «No, non era mio interesse né mio pensiero. Ma oggi le condizioni sono cambiate, i soldi per la cultura sono sempre meno e se veramente la Fondazione del Monte è disponibile, e questo assicura il futuro della sala, allora non sono contrario: è bello pensare che ci sia la certezza che il teatro Duse resti teatro». Ma ledificio è vincolato, non è così? «No, non è vincolato. Ma è evidente che gli oculati funzionari della Soprintendenza lo vincolerebbero immediatamente, se solo un proprietario malintenzionato esprimesse il desiderio di cambiarne la destinazione duso. Questa è unaltra delle ragioni per cui sono disponibile a trattare la vendita, e cercare un punto dincontro». Un punto di incontro economico. «Come imprenditori investiamo anche più del dovuto nella manutenzione delledificio. Ma ho avuto la fortuna di ricevere questo bene, e non credo lo si debba gestire solo a fini di lucro: speculare non fa parte della mia educazione». Avete già in agenda il prossimo incontro? «Ancora no. Vedremo». (brunella torresin)