La lettera del senatore Giovanni Pieraccini Viareggio, con la nuova Galleria, ha il suo museo di rilievo internazionale. Esso è fondato sulla grande raccolta delle opere di Lorenzo Viani, sulle generose donazioni cittadine e io, con mia moglie Vera, sono lieto e fiero di aver potuto dargli una dimensione di modernità artistica internazionale. Viareggio è però una strana città, poiché sembra avere il gesto di ridurre ciò che è riuscita a fare, spesso con dispute locali, illustrate da polemiche astiose. La realtà è che Viareggio ha conquistato un ruolo non provinciale nel campo dell'arte e che il suo Museo è patrimonio comune di tutte le forze culturali, sociali, politiche anche se è giusto essere riconoscenti a chi si è impegnato duramente per questo risultato. Non intendo entrare nella polemica, ma intendo però sottolineare la sua sostanziale infondatezza. Il Comune di Viareggio non aveva nessun obbligo di indire un concorso nazionale per la nomina del direttore della Galleria: aveva le mani completamente libere: poteva nominare chi voleva, poteva lasciare giocare i gruppi di pressione, i candidati locali, fare giochi di potere, perfino fare nomine di sapore politico. Non l'ha fatto ed io sono d'accordo con la scelta del concorso nazionale e che in nessun organo del museo prevalgono interessi locali. Non ho espresso nessuna candidatura, anche con un certo rammarico di non poterla fare neppure per chi ha lavorato con me benissimo. Ritengo opportuno illustrare le strutture della Galleria ed i suoi organi poiché risulterà chiaramente che esse impediscono proprio i possibili giochi dei piccoli interessi. Al vertice della struttura c'è un comitato scientifico di altissimo livello, che non ha compiti di gestione, ma di garanzia e di indirizzo. Ne fanno parte alte personalità nazionali come il presidente Luigi Ficacci, ex-sovrintendente di Lucca, la sovrintendente del Polo museale fiorentino prof. Acidini (e cioè gli Uffizi e i Pitti), la direttrice della Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma, prof. Clarelli, quella dell'Istituto nazionale della Grafica (che è con la galleria Albertina di Vienna, il più importante centro della grafica del mondo), prof. Papaldo, il vice rettore dell'Università di Pisa e responsabile del Museo della Grafica pisano, prof. Tongiorgi e, naturalmente i rappresentanti della sovrintendenza di Lucca, Glauco Borella e Antonia D'Aniello. Credo che si tratti di un'altissima garanzia di serietà e di cultura, certamente intangibile alle beghe locali. Il direttore della Galleria è nominato, come giusto, per concorso nazionale ed ho già sottolineato che ciò significa che il Comune si è spogliato coscientemente del proprio potere, per dotare il Museo di una direzione scelta da una selezione nazionale. Mi consta che ci siano oltre 400 domande a testimonianza dell'interesse che il museo viareggino riscuote e credo che le tre personalità scelte dal Comune per la scelta del direttore siano tali che nessuno possa permettersi di pensare che siano suscettibili di subire pressioni di alcun genere. Infine la Galleria nasce come anello di una rete nazionale a sostegno della grafica e degli artisti contemporanei, in particolare delle nuove generazioni. Di questa rete fanno parte gli Uffizi, la Galleria d'Arte moderna, l'Istituto nazionale della Grafica, il Museo della Grafica di Pisa e sta unendosi l'Accademia di San Luca di Roma (la più gloriosa accademia artistica europea). La Galleria viareggina: deve raccogliere innanzitutto le opere degli artisti versiliesi passati e presenti a documentazione della nostra storia e deve far partecipare alla sua vita gli artisti di ogni parte del mondo, in particolare nel campo della grafica. Deve essere un museo dinamico, non statico e può riuscire ad esserlo proprio se manterrà fermo il suo ruolo nazionale. Con le altre istituzioni culturali viareggini dal Premio Viareggio, al Pucciniano, ai suoi Musei della Vela e Archeologico, allo stesso Carnevale, anch'esso espressione artistica, deve far rifulgere la grande tradizione artistica del passata e proiettarla nel futuro. Con le immortali parole della poesia: "il resto è silenzio". Il sen. Giovanni Pieraccini è donatore alla Gamc della omonima collezione