Il traffico veicolare sarà interrotto da martedì a venerdì Sarà consentito solo il passaggio dei pedoni Eseguiti i calchi di tutti gli stemmi e delle lapidi per testimoniare le varie epoche La prossima settimana terminano i lavori di restauro Nella prossima settimana tornerà alla luce la Porta Solestà che, con il ponte romano di età augustea, rappresenta uno degli angoli monumentali più interessanti del centro storico. La porta, anche se può apparire diversamente, è un tuttuno - almeno alla base - come testata interna dello stesso ponte romano, e quindi coeva. Negli anni successivi la struttura venne più volte ritoccata fino a presentare aspetto architettonico medioevale. L'arcone, ad esempio, appartenne alla controporta del complesso medioevale fortificato, rimasto integro fino alla metà dell'Ottocento, il quale estendeva le merlature anche sopra i parapetti del ponte. La costruzione è testimoniata da un blocco di travertino che figura sull'attuale facciata, lapide in testo latino e caratteri gotici, datata 1230. Mentre una lapide minore ricorda che nel 1283 fu riparata la selciatura della strada. La porta, come tutti sanno, è un massiccio arco a pieno centro, formato da grossi blocchi quadrati di travertino. Una cornice - come si legge sulla guida di don Antonio Rodilossi - a due listelli corre orizzontalmente sulla fronte e prosegue anche nei fianchi e sulle facce interne dell'arco. Ricostruita da Fildesmilio da Mogliano, podestà di Ascoli, con materiale recuperato dalla precedente porta risalente all'epoca romana. Negli ultimi anni la struttura cominciò a presentare delle lesioni sempre più preoccupanti, dal momento che figuravano di caratteristica passante e quindi con prospettiva di crollo. La stessa struttura del tetto di protezione diede luogo a eventi di caduta. Noi stessi, qualche anno fa, segnalammo queste situazioni di pericolo. Finalmente, nell'autunno scorso, l'Amministrazione comunale studiò un progetto di interventi con un impegno di spesa di 80.000 euro, bandendo regolare asta. I lavori sono stati effettuati dall'Impresa Giancarlo e Tino Rinaldi (assegnatrice dell'appalto), a cominciare dall'ottobre dell'anno scorso. Direttore, l'architetto Valerio Borzacchini (che ormai si è specializzato in restauri delle antiche porte della città); con approvazione della Sovrintendenza che ha effettuato alcune visite in corso d'opera. La demolizione dell'attuale impalcatura inizierà da martedì, tanto che il traffico veicolare verrà interrotto da martedì al venerdì successivo. Sarà consentito solo il passaggio dei pedoni. La vista della porta restaurata promette ai cittadini e ai turisti una autentica sorpresa, dal momento che è stata anche ripulita e cosparsa di prodotto repellente e traspirante per conservarne il colore contro i danni della meteorologia. In sintesi i lavori effettuati. Totalmente nuovo il tettino della Porta; consolidamento delle murature e dell'arco con fibre di carbonio; interventi di cuci e scuci. Con iniezioni di biocalcio rigenerate le malte. Sul piano artistico, personale specializzato ha ripulito gli antichi stemmi (uno dei quali, datato 1230, dovrebbe essere il più vecchio stemma della città); sono state riportate in bella vista le scritte e le lapidi (alcuni scudi che furono di colore rosso). Inoltre, sulla volta, sono stati salvati modesti tratti di affreschi. Infine alcuni lavori hanno riguardato il riparo dalle infiltrazioni e colature d'acqua sul piano calpestabile, sottostante la pavimentazione del ponte romano. Revisionate anche parti delle balaustre del ponte, adiacenti alla Porta. Una interessante novità è poi rappresentata dal fatto che la direzione dei lavori, in intesa con il direttore della Pinacoteca, professor Stefano Papetti, ha fatto eseguire i calchi di tutti gli stemmi, delle lapidi e quanto altro testimonia le varie epoche. Materiale che potrà essere prezioso per gli studiosi. Al termine di questa presentazione e ricollegandoci alle nostre passate segnalazioni, non si può non concludere senza aver prima di nuovo richiamato l'interesse dell'Arengo sullo stato del Ponte Augusteo che merita altrettanto e urgente intervento per la preservazione di una delle più preziose monumentalità cittadine.