Ricordate la scena finale dell«Abbuffata» di Mimmo Calopresti, quella dove Gerard Depardieu festeggia al centro di una tavolata con tutti gli abitanti del paese? Tenetela bene a mente, perché quella sequenza rischia di essere lultima immagine di comera fino a pochi mesi fa Largo, Savonarola, una delle più belle piazzette di tutta la Calabria, con il suo splendido affaccio sul mare e sul lisola di Cirella. Si, ricordatela bene perché quella piazza, orgoglio di Diamante, paese di cinquemila abitanti in provincia di Cosenza, non cè più, deturpata dallo scheletro di un albergo che, arrampicandosi dalla scogliera sottostante, ostacola ai diamantesi la vista sul Tirreno. E questo nonostante da mesi lamministrazione comunale di centrosinistra tenti in tutti i modi, ma inutilmente, di fermarne la costruzione dellennesimo ecomostro che deturpa le coste italiane. Lultimo smacco è di ieri, quando il Consiglio di Stato ha confermato la sentenza con cui il Tar della Calabria aveva accettato la richiesta di sospensiva di revoca della concessione edilizia presentata dalla ditta costruttrice dellalbergo. Una decisione che però, per quanto amara, non scoraggia il sindaco di Diamante, Ernesto Magomo, e la sua giunta, determinati nel continuare la loro battaglia. E questo anche se rappresenta comunque un boccone duro da mandare giù. «Sono perplesso - ammette infatti Magorno - troppo spesso si accusa la politica calabrese di agire male, e perfino di essere collusa con la criminalità. Quando però si tenta di fare qualcosa di buono la risposta da parte delle altre istituzioni dello stato non cè». Almeno per ora, comunque, i lavori dellalbergo non proseguiranno. Il cantiere è stato infatti posto sotto sequestro dalla procura di Paola che ha indagato i responsabili della ditta e lex responsabile dellufficio urbanistico. Quella dellalbergo di Diamante è a suo modo un classico esempio di come in Italia vanno un certo tipo di cose. Tutto comincia nel 2005, quando il paese è governato da un giunta civica di centrodestra. Largo Savonarola è ancora una splendida piazzetta appesa sullAlto Tirreno. Una vista mozzafiato, con il paesaggio reso ancora più suggestivo dalla visione di una delle due isole calabresi. Sotto la piazza, a picco sulla scogliera, già esistono un ristorante e una casa disabitata da anni, il cui tetto è proprio parte della piazza: un rettangolo di circa duecento metri quadrati recintato da un piccolo muro ma di proprietà del Comune. La concessione rilasciata alla ditta S.I.R. sas consente di trasformare la casa disabitata in albergo, rialzandola di un piano. «Già questa è assurdità, perché si permette di edificare sopra il terrazzo che è del comune», commenta Magorno. La concessione viene però subordinata alla stipula di una convenzione tra la S.I.R e il comune, in cui si dovrebbero fissare non solo le nuove cubature previste, ma soprattutto si confermerebbe che la proprietà della terrazza resta dellamministrazione. Stipula che però non viene mai fatta. Nonostante questo, la S111. comincia i lavori. Nel frattempo nella giunta le cose cambiano: alcuni assessori si dimettono e il comune viene commissariato. E il commissario blocca i lavori dellalbergo. Fino al 29 maggio dellanno scorso quando, vinte le elezioni, la nuova giunta guidata da Magomo avvia le procedure per annullare la concessione edilizia e procedere con labbattimento di quanto costruito fino ad allora. Mentre la S.I.R fa ricorso al Tar chiedendo la sospensiva dellannullamento della concessione (ricorso in seguito accolto dal Tribunale amministrativo), interviene la procura di Paola a sequestrare il cantiere. Quella di Diamante è una battaglia per opporsi anche a un destino che, negli anni passati, ha visto lintera zona cedere lentamente al cemento. Come ricorda lo stesso Magorno in una lettera che il 5 febbraio scorso invia al presidente della repubblica Giorgio Napolitano: «Negli anni 80 - scrive il sindaco - Diamante, con tutta la costa tirrenica, ha subito limpatto di una enorme speculazione edilizia che ha sconvolto non solo il territorio ma anche le abitudini e lo stile di vita dei residenti». Un destino che inmolti vorrebbero che non si ripetesse ancora, ma che purtroppo sembra essere sempre in agguato. Come dimostra unaltra speculazione edilizia che minaccia unarea archeologica poco distante da Diamante, dove è prevista la costruzione di villette a schiera per 38mila metri cubi. Per quanto riguarda la piazzetta, Napolitano ha promesso di interessare della vicenda il ministero dellAmbiente. «Finora però non si fatto vivo nessuno», spiega Magorno. «Di una cosa, però sono sicuro: finché il sindaco sarà io, sulla piazzetta non costruiranno niente».