Pubblicato il primo inventario sistematico completo dei dipinti conservati nella galleria romana, depositi compresi. Rutelli: "Qualunque sia il prossimo governo, questo complesso è destinato a crescere" - Sette anni di lavoro per dare alle stampe "Galleria Nazionale d'Arte Antica. Palazzo Barberini. I dipinti", volume a cura di Lorenza Mochi Onori e Rossella Vodret (edito l'Erma di Bretschneider) che rappresenta il catalogo sistematico completo dei dipinti conservati nella galleria romana. Un'opera innovativa poiché, sin dalla sua costituzione, la Galleria Barberini è stata l'oggetto di numerosi cataloghi, ma tutti parziali. "Un'opera importante - ha sottolineato Claudio Strinati, sovrintendente per il Patrimonio storico, artistico ed etnoantropologico e per il Polo Museale Romano - perché giunge nel momento del riscatto di Palazzo Barberini, riacquisito dallo Stato dopo lunghe trattative per farne la Galleria Nazionale d'Arte Antica". A sottolineare il "parallelismo tra due grandi imprese", anche il ministro per i Beni e le Attività Culturali Francesco Rutelli, che ha ricordato che "alla possibilità offerta dal catalogo di vedere opere ignote ai più, si accompagna la possibilità di trasformare questo luogo nella Galleria Nazionale d'Arte Antica, galleria che nei prossimi anni aprirà nuovi spazi, in un processo ormai irreversibile destinato a proseguire, qualunque sia il prossimo governo". L'uscita del catalogo avviene, infatti, in coincidenza con la fase finale di ampliamento, riorganizzazione, restauro e allestimento della Galleria Nazionale d'Arte Antica di Palazzo Barberini, avvenuta a seguito della liberazione di circa 5.000 mq dello stabile da parte del Circolo degli Ufficiali. Pubblicato con il contributo della fondazione Roma, "presieduta da Emmanuele F. M. Emanuele che ci ha sempre sostenuti" - ha sottolineato Strinarti - il catalogo dei dipinti di Palazzo Barberini presenta 1.500 opere, ognuna corredata da scheda e fotografia, ordinate per autore e con ricchi inserti a colore e in bianco e nero. Il merito è soprattutto quello di presentare le numerose opere custodite nei depositi della galleria, inedite o sconosciute ai più, dando finalmente loro la visibilità che meritano. Con un'ampia e vasta bibliografia ed estremamente aggiornato dal punto di vista scientifico, il catalogo risponde al doppio scopo che è proprio della Galleria Barberini: quello educativo e popolare. Il catalogo dei dipinti della collezione si presenta come un importante strumento per la conoscenza delle raccolte conservate nella Galleria di Palazzo Barberini, della loro storia complessa e articolata, della loro provenienza che affonda spesso le radici nelle più importanti collezioni storiche romane (Barberini, Chigi, Odescalchi e Torlonia). L'indagine scientifica condotta dalle studiose si concentra non solo sulla storia, ma anche sul valore artistico delle opere di questa raccolta che vanta la presenza di capolavori assoluti dell'arte italiana ed europea tra Umanesimo, Rinascimento e Barocco: dalla "Sacra Conversazione" di Lotto alla "Maddalena" di Piero di Cosimo, fino alla "Fornarina" di Raffaello e "Giuditta e Oloferne" di Caravaggio. In alcuni casi, gli studi hanno anche consentito di chiarire la paternità di importanti dipinti, rimasti nascosti sin dal 1892 nei depositi, perché ritenuti copie di originali famosi. Tra questi, la "Buona Ventura", prima opera romana di Simon Vouet, il "San Girolamo sigilla una lettera" di Guercino e "San Francesco in meditazione" di Caravaggio, proveniente da Carpineto Romano, rimasto per decenni nell'ombra e solo di recente attribuito al genio lombardo.