ROMA Si completa la riforma del Codice dei beni culturali. I due decreti legislativi, quello con le modifiche alla parte del Codice relativa al patrimonio e laltro concernente gli interventi sul paesaggio, sono stati, infatti, pubblicati sulla «Gazzetta Ufficiale» 84 del 9 aprile. Nel primo caso - Dlgs 62 del 26 marzo - il Codice è stato ritoccato in più punti. Gli interventi più significativi riguardano la circolazione internazionale delle opere darte di proprietà di privati, con il coordinamento delle norme interne con gli accordi internazionali e le disposizioni comunitarie, e quello relativo alla dismissione degli immobili di proprietà pubblica che abbiano valore culturale. In questultima caso viene ripristinata la normativa del Dpr 283 del 2000 e si prevede una clausola risolutiva automatica degli atti di dismissione nel caso di inadempienze. Le modifiche sul paesaggio Dlgs 63 del 26 marzo - sono senzaltro quelle di maggior impatto. La filosofia che le ha guidate è stata di restituire maggiore presenza allo Stato nei compiti di salvaguardia delle zone sotto tutela, che pure è, dopo la riforma del Titolo V della Costituzione, materia di legislazione concorrente. Il soprintendente diventa decisivo, laddove non esistono piani paesaggistici, nel rilasciare le autorizzazioni per interventi sulle aree protette: il suo parere, infatti, è vincolante, così come per la tinteggiatura delle case o linstallazione di cartelloni in aree tutelate. Sempre che, anche in questi casi, manchino i piani paesaggistici. La salvaguardia del paesaggio può, inoltre, contare su una struttura ad hoc, costituita presso il ministero dei Beni culturali, alla quale è stato affidato il compito di abbattere gli ecomostri e cancellare le tracce più evidenti di deturpa zione realizzate in questi anni nelle zone tutelate. La nuova struttura può contare su 15 milioni lanno stanziati dallultima Finanziaria.
CODICE - Il restyling dei Beni culturali
Il Codice dei beni culturali è stato completato con due decreti legislativi. Il primo, Dlgs 62, modifica la parte del Codice relativa al patrimonio, introducendo norme sulla circolazione internazionale delle opere d'arte di proprietà privata e sulla dismissione degli immobili di proprietà pubblica con valore culturale. Il secondo, Dlgs 63, modifica la parte del Codice relativa al paesaggio, introducendo norme sulla salvaguardia delle zone protette e sulla presenza dello Stato nei compiti di salvaguardia. La nuova normativa prevede la creazione di una struttura ad hoc presso il ministero dei Beni culturali per abbattere gli ecomostri e cancellare le tracce di deturpazione nelle zone tutelate.
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