Sono alti 8 metri e mezzo: le basi sono quelle originali del 1911 realizzate dalle Fonderie Pignone ---------------------------------- Nuova illuminazione pubblica in piazza dei Miracoli. Da sabato sera sono stati accesi i dodici lampioni nel tratto che va dall'incrocio con via Roma fino alla porta di piazza Manin, restituendo alla piazza un colpo d'occhio unico anche di notte. Un intervento che ha messo d'accordo tutti e di questi tempi non è poca cosa. Soddisfatta infatti l'amministrazione comunale che ha realizzato l'intervento nei tempi previsti, soddisfatta la Sovrintendenza perché tutte le sue richieste e direttive sono state accolte, soddisfatti infine gli operatori del Duomo sia per la perizia della ditta esecutrice dei lavori che per il risultato finale. Torna quindi la luce pubblica in piazza dei Miracoli. Torna con dodici lampioni alti 8 metri e mezzo recuperati e restaurati per l'occasione; le basi, infatti, sono originali del 1911 realizzate all'epoca dalle Fonderie Pignone di Firenze, le stesse dei lampioni di alcuni lungarni che erano stati conservati nei magazzini comunali. Queste strutture sono state riparate dalle rotture e sabbiate dalla ditta Neri di Cesena, tra le migliori in Italia per quanto riguarda la lavorazione della ghisa ed il suo restauro. Le anime dei pali sono invece nuove, in acciaio ad alta resistenza, calcolate per resistere sia al vento che alla neve. Tutti i cavi elettrici passano all'interno della struttura nel rispetto delle normative di sicurezza e per un impatto estetico sicuramente migliore. Prendono il posto di un impianto con plafoniere che era collegato con una serie di fili esterni, fili che la caduta di un albero nella zona dell'ospedale Santa Chiara aveva abbattuto; i lampioni erano posizionati sul marciapiede che costeggia il museo, quindi non visibili dalla piazza. Il progetto è partito quindi dalla necessità di ripristinare una illuminazione pubblica visto che la piazza risultava adesso illuminata solo dai proiettori messi dalla Primaziale rivolti verso i monumenti. A novembre sono partiti i lavori sempre di concerto con la Soprintendenza che ha praticamente preso in esame l'ubicazione di ogni singolo lampione. C'era infatti la questione legata al muro del museo delle Sinopie che non poteva essere intaccato dalla nuova illuminazione. Ecco quindi che la distanza tra un palo e l'altro è stata modificata senza ovviamente stravolgere quello che prevede la legge regionale. Due o tre pali sono finiti anche davanti alle bancarelle ma senza creare disagio agli operatori. Per capire come sia stato curato ogni particolare, i lampioni non poggiano direttamente sull'asfalto, ma su una sorta di "penisola" collegata al marciapiede. Anche questa struttura è stata realizzata con pietre originali della nostra città ricavate da vecchi lavori nel centro storico e conservate nei capannoni del Comune. Per quanto riguarda l'illuminazione, sono state scelte due lampare in modo da eliminare l'inquinamento luminoso; il cono di luce, infatti, viene proiettato solo verso il basso. Ovviamente le lampade utilizzate sono a risparmio energetico anche questo come prevede la direttiva della Regione. I raccordi e la punta sono stati riprodotti fedelmente dal modello originale realizzati in fusione di ghisa e tutta la struttura ha anche il marchio Ce. «Siamo davvero soddisfatti per questo intervento - commenta Gianmarco Boni, coordinatore degli ambulanti della zona del Duomo - perché restituisce alla piazza un colpo d'occhio unico anche di sera. La zona delle bancarelle era obiettivamente buia ed aveva bisogno di illuminazione. Abbiamo apprezzato l'idea del Comune di recuperare i vecchi lampioni così come le pietre dove poggiano. Cogliamo l'occasione - conclude Boni - per ringraziare la dirigente comunale ingegner Antonella Meini per come ha seguito il progetto incontrando più volte anche la commissione di mercato; grazie anche alla ditta Csa di Crotone che ha lavorato velocemente creando minimi disagi agli operatori». Per completare i lavori nell'area del Duomo mancano adesso i lampioni in via Santa Maria per i quali la Soprintendenza ha già dato il suo parere favorevole; parere che prevede strutture al muro e non in terra. Ancora da definire invece l'intervento per piazza dell'Arcivescovado. Daniele Benvenuti