Presentato il progetto definitivo, ma l'ok della Regione slitta ad agosto Matteoli (Circolo nautico Spa): «Per l'occupazione diretta sono previsti 320-350 addetti, ma poi c'è tutto l'indotto» -------------------------------------------------------------------------------- Dai 320 ai 350 posti di lavoro diretti; e almeno altri duemila con l'indotto. Sono i numeri che promette il nuovo porto turistico, presentato ufficialmente anche alla città, al palacongressi, dopo essere stato illustrato alle categorie e ai gruppi consiliari. Un investimento da 120 milioni, la possibilità di disporre di tre-quattrocentomila metri cubi di sabbia certificata per i ripascimenti delle spiagge, l'autosufficienza energetica con impianto fotovoltaico per l'energia elettrica, quella per il fabbisogno di acqua con un impianto di desalinizzazione, la produzione di acqua calda con il termico-solare. E poi l'occupazione. Indotto. «Oltre a questi trecentocinquanta circa tra fissi e stagionali - dice Giuliano Matteoli, presidente del Circolo nautico Spa - dobbiamo calcolare quelli dell'indotto: dai tre ai sette per posto barca. I posti barca sono da 800 a 980. Quindi se dico duemila sto anche basso». Il progetto definitivo è stato presentato dagli autori, gli ingegneri Sergio e Marco Pittori della Interprogetti, dalla professoressa Poletti del Politecnico di Milano, dal professor Donati dell'Università di Siena e dal dottor Ferracuti, tutti in rappresentanza dei consulenti che hanno partecipato alla redazione del progetto. Hi-tech e ripascimento. Matteoli insiste sul fatto che il porto produrrà acqua in proprio grazie a un impianto di desalinizzazione strutturato in due fasi. Produrrà in proprio anche energia elettrica con pannelli fotovoltaici e acqua calda con un impianto termico-solare. Avrà poi un impianto di carburanti biodiesel, una piazzola di atterraggio per l'elicottero «e anziché aggravare il problema dell'erosione contribuirà al ripascimento delle spiagge da Cecina a Bibbona con tre-quattrocentomila metri cubi di sabbia certificata. E non solo. Con la regimazione del fiume, l'allargamento della sua foce, l'eliminazione dei palancolati e la dismissione delle cave a monte, il fiume ricomincerà a portare detriti ma in modo diverso. Con il nuovo assetto arriverà più lentamente alla foce e, grazie alle correnti che spingono da nord a sud, tornerà a depositare i detriti sulle spiagge di Marina di Cecina e ancora più a sud, verso Marina di Bibbona. In base allo stesso studio sulle ondate di piena, uno studio duecentennale, abbatteremo e ricostruiremo il ponte: sarà più alto di sessanta centimetri e senza piloni al centro». Nautica. Qualche numero per la parte nautica: 980 posti barca da 8 a 25 metri, cinquecento riservati ai soci del circolo e il resto sul mercato. Dai cinque ai cinque metri e mezzo la profondità d'ingresso al porto. Dai tre e mezzo ai quattro quella agli ormeggi. 250 box nautici (1.500 mq); 976 posti auto aperti o ombreggiati, 505 in garage; un padiglione da 7.150 metri per l'esposizione cantieristica. Uno scalo alaggio con travel-lift da 150 tonnellate. Undicimila metri di area cantieristica e porto a secco; un distributore carburanti; un eliporto omologato notturno. Commercio. Numeri per la parte commerciale: un hotel da 90 camere (2.120 mq), due ristoranti (3.100 mq), una trattoria tipica (1.300 mq), tre bar (260 mq), una sala convegni da 450 posti (500 mq), un residence (2.400 mq), una piscina. La Via e il via ai lavori. Il progetto deve ancora superare il vaglio della Regione per la Via, la valutazione di impatto ambientale già rilasciata quattro anni fa per il progetto preliminare. Poi la Regione chiese ulteriori studi collaterali su fauna e flora, archeologico, geologico, uno sui rilievi batimetrici e uno sull'impatto acustico. Il mese scorso il progetto definitivo corredato da questi studi è stato depositato in Regione, che ha 150 giorni per dare l'ok. Entro fine agosto. Poi il sindaco riconvocherà la conferenza dei servizi. Nel giro di due-tre mesi si aprirà l'iter per la concessione urbanistica, per bandire la gara e aprire i cantieri entro la primavera 2009. Per realizzare la parte portuale ci vorranno tre anni.