ROMA - Parte l'operazione Scip3, la terza cartolarizzazione di immobili pubblici, che potrà contare su un portafoglio «non inferiore a due miliardi». Il primo atto formale è stata la lettera inviata il 5 dicembre dal Ministero dell'Economia alle banche per la selezione dell'arranger che si occuperà di strutturare l'operazione. Le offerte delle banche dovranno arrivare entro il 19 dicembre, mentre il Tesoro punta a chiudere l'emissione dei titoli entro il prossimo aprile. Emissione che, nel rispetto dei parametri Eurostat, non potrà superare l'85 del valore di mercato del portafoglio. Sulla composizione del portafoglio la lettera inviata alle banche prevede che almeno un miliardo arrivi da «immobili a uso prevalentemente residenziale», tra i quali quelli del Ministero della Difesa, e almeno 250 milioni da «terreni agricoli» affittati a coltivatori. Per raggiungere l'obiettivo programmato di un portafoglio di due miliardi, le banche dovranno inoltre «assumere la presenza di ulteriori cespiti, appartenenti alle precedenti categorie», quindi ancora immobili residenziali e terreni. Poco si sa, al momento, del faticoso lavoro che il Ministero dell'Economia sta compiendo da mesi per mettere insieme il patrimonio da cartolarizzare. Sugli alloggi dei militari, per esempio, si conferma l'ipotesi di mettere in vendita 4.500 immobili, valutati a una media prudenziale di 80mila euro l'uno, per un controvalore totale che si attesterebbe quindi intorno ai 360 milioni. Per altro, non è stato ancora sottoscritto l'accordo tra i ministeri dell'Economia e della Difesa, necessario per individuare gli alloggi militari da cartolarizzare tra gli 11mila che, secondo le previsioni del decreto legge 269, potrebbero rientrare nell'elenco. Proprio la tensione fra i due ministeri fu all'origine dell'affossamento, da parte della Camera, lo scorso luglio, del decreto legge 102 e del primo tentativo di dar corpo a Scip3. A determinare la spaccatura nella maggioranza fu anche la posizione assunta da An a difesa degli inquilini "cartolarizzati" di Scip2 e di quelli in via di cartolarizzazione con Scip3. Proprio gli inquilini degli alloggi militari sono tornati a protestare ieri a Montecitorio. «Diciamo sì alla propensione all'acquisto e no all'acquisto forzoso e impossibile», ha detto il presidente di Casa Diritto, Sergio Boncioli, che è stato ricevuto ieri da tutti i gruppi parlamentari con l'eccezione di Forza Italia e Lega Nord. Non sembrano creare problemi per la costituzione del portafoglio, invece, gli alloggi del Demanio che costituiscono una seconda componente residenziale di Scip3 di tutto rispetto. Per altro, proprio l'Agenzia diretta da Elisabetta Spitz si è distinta per rapidità nelle procedure di vendita di Scip2. Di dimensione più contenuta l'apporto che arriverà al portafoglio di Scip3 dagli immobili di proprietà degli enti soppressi: un primo nucleo di 268 edifici è già stato per altro individuato con un decreto del Tesoro dello scorso giugno. Quote minori arriveranno dagli immobili commerciali. La vera novità di Scip3 sarà, però, la cartolarizzazione dei terreni di proprietà statale. È la prima volta in assoluto di un filone che potrebbe dare soddisfazioni al Tesoro anche in futuro, considerando che lo Stato è proprietario di oltre mezzo milioni di ettari. Per ora sono stati individuati 14mila cespiti: si tratta di terreni dati in affitto a coltivatori e imprenditori agricoli. Ma la stima prudenziale di 250 milioni di controvalore riguarda solo una quota di questi terreni. Starà alle banche arranger valorizzare al meglio questi asset.