Venerdì a Roma per Moncalieri e varare il Consorzio della reggia Bresso e Oliva sulla gru dei pompieri "La situazione è meno grave" -------------------------------------------------------------------------------- «La situazione è un po meno grave di come poteva sembrare allinizio. Certo, lo spettacolo è impressionante, dallalto si vede la voragine, ci sono le finestre che si affacciano sul vuoto. Ma non è come dopo lincendio nella Cappella della Sindone. Qui si tratta di rifare un tetto, le mura sono solide, i danni più gravi sono quelli interni allAppartamento reale». La presidente Mercedes Bresso è appena scesa dal cestello della gru che lha portata a sorvolare il luogo dellincendio della torre sud est del Castello di Moncalieri. Con lei, oltre ai vigili del fuoco, lassessore Gianni Oliva e il direttore del castello Valerio Corino. Dopo le prime impressioni a caldo («si vedono ancora tutti i comignoli, bellissimi, non si sa come stiano in piedi, per il resto ci sono cumuli di macerie, travi bucate»), Oliva comunica che venerdì sarà a Roma dal capo gabinetto di Rutelli Guido Improta per chiedere aiuti: dopo il primo milione e mezzo stanziato da Regione, Direzione regionale per i beni culturali e fondazioni bancarie - per completare un recupero che si annuncia filologico, ma senza creare un falso - di soldi ne serviranno quasi dieci volte tanto. Dal rogo di Moncalieri spunta intanto una buona notizia: dopodomani a Roma verrà anche firmato, alla presenza del segretario generale del ministero per i Beni culturali Giuseppe Proietti, a soli due giorni dalle elezioni, latto costitutivo del Consorzio La Venaria Reale, la struttura di gestione della reggia da tanto tempo attesa e finora sempre solo annunciata. Anche larchitetto Corino ieri si è mostrato più ottimista: «Vedo una luce in fondo al tunnel: dopo diversi sopralluoghi, adesso mi rendo conto che una ricostruzione è possibile, sia per i mobili che per gli stucchi e le parti decorate». Corino mostra, allineati sullo spiazzo di fronte al luogo dellincendio, le travi del '600 bruciate nei solai al terzo e quarto piano, dellepoca di Cristina di Francia, gli avanzi di capriate, le prime macerie già portate fuori. E indica poco distante lo spazio sotto una tettoia in cui verranno ricoverati, allinterno di quadrati numerati corrispondenti a ciascuna delle stanze colpite, i reperti recuperabili. Verranno poi messi in casse e mandati ai vari laboratori per il restauro, operazione questa coordinata dalla soprintendente al patrimonio storico artistico Carla Enrica Spantigati. Il soprintendente ai Beni architettonici Francesco Pernice, responsabile unico di progetto, fornisce intanto una prima tabella di marcia dei lavori: «Da oggi e per 3 o 4 giorni si effettuerà la messa in sicurezza delle murature e si monterà un ponteggio sulla facciata, a partire dal primo piano. Si stanno calcolando le misure del tetto provvisorio, che verrà costruito a terra e quindi posto in loco, dopo gli opportuni calcoli statici. I vigili del fuoco continueranno a lavorare poi con i volontari della Protezione civile e con dieci tecnici delle soprintendenze per sgomberare le macerie». Domani sarà infine pronta la perizia di spesa suddivisa per voci e interventi da presentare venerdì a Roma, sperando nella generosità del Ministero: come già annunciato nei giorno scorsi dallonorevole Maura Leddi, potrebbe intervenire lagenzia Arcus, che opera con fondi pubblici a favore dei beni culturali.