In mostra 17 pezzi dalle collezioni medicee. Altri 150 sono in prestito fra istituzioni varie in Italia e fuori Ma peggio stanno i 95 esposti fuori Firenze, tra cui i 37 che arredano lambasciata italiana a Londra, quella di Washington e altre sedi di rappresentanza estere. Urge restauro anche per i 150 che decorano le sale di Prefettura, Provincia e Università di Firenze e dintorni. E così la mostra inaugurata ieri alla Galleria del costume di Palazzo Pitti su La nascita dellarazzeria medicea. Dalle botteghe dei maestri fiamminghi alla manifattura ducale dei "Creati fiorentini" si trasforma in un appello agli sponsor per garantire la conservazione di una delle più grandi collezione europee. «Ci vuole coraggio a mostrarli come sono» ha esordito ieri alla presentazione la direttrice della Galleria Caterina Chiarelli, evidenziando la fragilità e lurgenza di intervenire su questi preziosi "panni" che non amano la luce, per lo più custoditi ben arrotolati nei depositi di Palazzo Pitti (621) e in quelli degli Uffizi (54). Capolavori maestosi creati per arredare le pareti di Palazzo Vecchio e altre residenze, voluti da Cosimo I che, spiega la curatrice Lucia Meoni «nel 1545 chiamò i due maestri fiamminghi Giovanni Rost e Nicola Karcher, a guidare la sua manifattura, passata nel 1555 agli allievi fiorentini che la tennero aperta fino al 1747, quando fu definitivamente chiusa». La mostra, presentata dal soprintendente Cristina Acidini, documenta con 17 arazzi di varie misure, le vicende di questi straordinari manufatti ed espone alcuni pezzi mai visti, neppure nella storica rassegna del 1980. Alcuni più antichi, altri celebrativi con la serie di cacce a Poggio a Caiano, altri di grande valore storico come la "Consacrazione del Battistero di Firenze" e "La vittoria dei Romani sui Goti a Fiesole". Soggetti allegorici e mitologici che perdono colore e consistenza di trame, repertori da salvare «scelti dai depositi di Pitti per farli conoscere e apprezzare» prosegue Chiarelli. Un patrimonio da non dimenticare, che necessita di fondi cospicui per i restauri, che variano da 50 a 70 mila euro per un pezzo di grandi dimensioni. Ultimamente ne sono stati recuperati due con i fondi degli Amici degli Uffizi (una "Portiera con stemma dei Medici" su disegno di Allori) e degli Amici di Pitti (una "Deposizione di Cristo" si disegno di Salviati). Ma è una goccia nelloceano, viste le necessità di cure. E per quelli che sono fuori, esposti in istituti di rappresentanza fiorentini o allestero, inutile chiedere restituzioni: «Non sapremmo dove metterli, non abbiamo più spazio nei depositi e poi è inutile richiederli se non ci sono fondi» osservano Chiarelli e Meoni, lanciando il loro sos. Per visitatori, sponsor o mecenati, la mostra -corredata da catalogo Sillabe- resterà aperta fino al 28 settembre.
FIRENZE - Palazzo Pitti - Bellissimi e rovinati "Aiutateci a salvarli"
La mostra "La nascita dell'arazzeria medicea" è stata inaugurata alla Galleria del costume di Palazzo Pitti. La mostra presenta 17 pezzi delle collezioni medicee, tra cui alcuni esposti fuori Firenze, tra cui quelli che arredano la lambasciata italiana a Londra e Washington. I pezzi sono stati restaurati e sono stati recuperati alcuni con i fondi degli Amici degli Uffizi e degli Amici di Pitti. La mostra documenta le vicende di questi straordinari manufatti e espone alcuni pezzi mai visti. La mostra richiede fondi cospicui per i restauri, che variano da 50 a 70 mila euro per un pezzo di grandi dimensioni. La mostra resterà aperta fino al 28 settembre.
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