Sconto del 66 del Comune ai privati In due anni 20mila mq di pavimentazioni investimento di 4,4 milioni -------------------------------------------------------------------------------- Il Comune mette incentivi e coordinamento, i privati pagano lintervento, ma con uno «sconto» del 66: parte dal quartiere Santo Stefano la formula del consorzio per restaurare i portici della città che in due anni mira a raggiungere i 20mila metri quadri di pavimentazioni bisognose di «ritocchi» per un investimento di 4,4 milioni di euro. Quasi mille famiglie e privati, per un totale di 158 edifici, titolari di 1.500 metri quadri di portico e un investimento di 250 mila euro sono il primo passo per rifare le pavimentazioni a veneziana dei portici, in quel 10 di casi bisognosi di un «restyling». Mentre sta per essere inaugurata, il 24 aprile, la prima tranche del portico di San Luca rimesso a nuovo, il nucleo originario allaltezza di via Turati, si sperimenta a partire da piazza Cavour, dove i cantieri partiranno a giorni, una inedita forma di collaborazione tra pubblico e privato. «Del resto anche il portico di San Luca è stato costruito con le offerte dei fedeli» dice il dirigente Pier Luigi Bottino illustrando il restyling della struttura architettonica che più di ogni altra rappresenta Bologna, definita da Enzo Biagi come «il biglietto da visita della città». Le prime mille famiglie o proprietari privati, con il coordinamento del Comune, sono riusciti ad abbassare il prezzo dellintervento da 225 euro a 166 euro al metro quadro. E adesso possono anche mettersi a caccia di sponsor privati, come lazienda di abbigliamento Wp Store che ha colto loccasione dei lavori in via Saragozza per dare un contributo alla ricostruzione del portico di San Luca e farsi pubblicità e che interverrà anche in via Santo Stefano. «Si tratta di un modello che ha le caratteristiche per essere replicato e avere nel futuro continuità, organicità e mantenimento - ha spiegato lassessore ai lavori pubblici Maurizio Zamboni - cè un interesse convergente che rende fattibile il progetto». Il Comune ha interesse nel rimettere a nuovo la pavimentazione del portico, che è proprietà privata ma «soggetta a servitù di pubblico passaggio», ma oggi «la finanza locale non può più sostenere queste operazioni», come ha spiegato Bottino, dirigente del settore Porti e Portici, quindi ci si affida ad agevolazioni per spingere i privati a intervenire. In questo caso si tratta prima di tutto di esonerare dal pagamento del canone di occupazione del suolo pubblico e dal canone di concessione di spazi pubblicitari. Il consorzio del quartiere Santo Stefano si è già costituito e prevede un primo intervento di 1.500 metri quadri in piazza Cavour angolo via Farini, lungo via Farini e poi in via Castiglione, via Cartoleria e via Santo Stefano, con lobiettivo di restaurare 4.320 metri quadri di portico per un investimento di oltre 800mila euro. «Abbiamo aggiudicato i lavori tramite una gara di appalto - spiega Carlo Alberto Cometti, presidente del Consorzio - cui hanno partecipato 9 aziende, ha vinto lofferta più conveniente». Alla direzione del consorzio anche lonere di tenere i rapporti con la Sovrintendenza, resi necessari dallantichità e dal pregio degli edifici, e quello di coordinare i lavori che, per quanto riguarda questa prima tranche, dovrebbero concludersi entro il 2008. «Se pensiamo a tutte le pratiche che ogni privato dovrebbe affrontare e alla piccola porzione di portico che di volta in volta verrebbe data in appalto - spiega Cometti - possiamo calcolare un risparmio per i proprietari di circa il 66». Adesso che i cittadini di Santo Stefano hanno dato il buon esempio, bisogna convincere anche quelli dei quartieri Porto, Saragozza e San Vitale a fare lo stesso, con riunioni che partiranno a metà di giugno. Per il restauro dei portici si è perso troppo tempo? «Se abbiamo perso tempo noi, non oso immaginare cosa hanno fatto quelli che ci hanno preceduto - risponde Zamboni - Abbiamo agito con un metodo "galileiano", cioè provando e riprovando. Ora ci pare di aver trovato la strada giusta». Per il presidente del quartiere Santo Stefano Andrea Forlani, «se anche questo restyling si sarebbe potuto fare prima, in ogni caso ora è importante che si parta con un primo stralcio significativo delloperazione».