I parlamentari Carlo Carli, Elena Cordoni e Raffaella Mariani hnno presentato un'interrogazione al ministro dell'Ambiente on. Altero Matteoli, eletto per altro a Lucca, per chiedere notizie sui ritardi nell'emissione da parte del ministro del decreto istitutivo del Parco archeologico delle Alpi Apuane con tutti i suoi vincoli di difesa. La legge 3882000 (Finanziaria 2001) prevedeva all'articolo 114 comma 15 l'istituzione del Parco archeologico delle Alpi Apuane «al fine di conservare e valorizzare gli antichi siti di escavazione ed i beni di rilevante testimonianza storica, culturale e ambientale connessi con l'attività estrattiva». Il Parco doveva essere istituito con decreto del ministro dell'ambiente, d'intesa con il ministro per i Beni e le Attività Culturali e con la Regione Toscana e gestito da un consorzio costituito dal Ministero dell'Ambiente, dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, dalla Regione Toscana, dagli enti locali e dall'Ente Parco delle Alpi Apuane. Il progetto del Parco Archeologico delle Alpi Apuane è stato infatti accolto con favore e con grandi aspettative da parte di tutte le amministrazioni locali interessate (province di Lucca e di Massa Carrara, Parco Regionale delle Alpi Apuane, comuni di Carrara, Massa, Fivizzano, Minucciano, Montignoso, Pietrasanta, Seravezza, Stazzema e Vagli di Sotto) ed anche la Regione Toscana fin dallo scorso mese di febbraio ha espresso parere positivo alla sua istituzione. Manca ad oggi il decreto del ministro Altero Matteoli senza il quale non è possibile procedere nei passi successivi verso l'istituzione del Parco Archeologico. «Il ritardo del ministro Matteoli - hanno commentato i parlamentari dell'Ulivo, - sta precludendo la possibilità di dar vita ad una istituzione) il Parco Archeologico delle Alpi Apuane che ha raccolto i favori degli enti locali interessati e la possibilità di investire le somme previste 500 milioni delle vecchie lire per tre anni. Il ministro sta rendendo un pessimo servizio al territorio interessato, il comprensorio apuo-versiliese, che è da secoli luogo di escavazione di pregiati marmi che negli anni hanno richiamato la presenza dei massimi scultori ed artisti da Michelangelo agli attuali Boterò; Mitoraj, Vangi. Molti di questi siti sono ancora esistenti ed è necessario tutelarli e valorizzarli. Ministero per i Beni Culturali, Regione, Soprintendenza ed enti locali hanno individuato 28 siti riguardanti cave storiche dismesse, "vie di lizza" e antichi edifici e laboratori risalenti a varie epoche) a partire dal I secolo a.C., e dall'età imperiale (cava romana di "Fossacava" e cava romana del «Bacchiotto" nel comune di Carrara) fino agli anni '50. Non è possibile attendere ancora; speriamo che il governo ravveda presto la sua posizione e rimedi ai suoi ritardi».