TORINO - Prima un incendio partito dal tetto, poi un secondo focolaio, più in basso, che distrugge definitivamente i soffitti, gli arredi e gli affreschi: va a fuoco così, tra le 4,4o e le 12 di ieri, il Castello di Moncalieri, una delle più antiche - insieme a quello di Rivoli - tra le residenze che i Savoia avevano scelto o fatto costruire dentro e intorno a Torino fin dal 1559, quando la scelsero come capitale, e che lUnesco ha dichiarato Patrimonio dellUmanità. E ieri a tarda sera i vigili dei fuoco sono intervenuti di nuovo perché alcune travi erano ancora incandescenti. Un danno per almeno dieci milioni di euro, ma soprattutto una perdita irreparabile per la storia e per la cultura, perla memoria di quellUnità dItalia che ci si appresta a celebrare tra tre anni, nel 2011. Lipotesi del dolo pare esclusa: il procuratore aggiunto Raffaele Guariniello e il sostituto Laura Longo, che ieri mattina sono arrivati sul luogo delle fiamme e si sono arrampicati lungo le alte scale dei pompieri per raccogliere i primi elementi, sembrano pensare piuttosto a un incendio colposo, provocato con ogni probabilità dallimpianto elettrico. Sotto il tetto del torrione nord-est cera una centralina, sopra unantenna, quasi certamente - ma dovranno dirlo i periti - collegati allimpianto che alimenta anche la manica funga dellenorme edificio, dove hanno sede i duecento carabinieri del 1 Battaglione Piemonte. Il torrione invece era occupato da un cantiere del Ministero dei Beni Culturali, ed è stato sequestrato dalla Procura, così come gli uffici provvisori delle ditte appaltatrici. È stato proprio il coraggio dei carabinieri, guidati dal colonnello Antonio De Vita, insieme a quello dei vigili del fuoco, a rendere meno grave il bilancio: per tutta la mattina, e anche tra la prima e la seconda partenza delle fiamme, tutti gli uomini presenti hanno lavorato per portare via poltrone, cassettoni, sovrapporte, qualsiasi cosa antica e preziosa non ancora lambita dal fuoco. Il Proclama di Moncalieri, cioè il documento che testimonia il fatto storico più importante avvenuto nel Castello, è da anni al sicuro allArchivio di Stato, e soltanto una copia è andata perduta. Ma altri arredi degli appartamenti reali occupati da Vittorio Emanuele II, dalla moglie Maria Adelaide e dai loro otto figli, alcuni dei quali continuarono a studiare e a vivere nel Castello, si sono persi per sempre: i grandi letti, i pregadio, i caminetti e le preziose boiseries, le pareti affrescate nel Settecento e nellOttocento. «Questo castello, proprio come Rivoli, tradisce la sua origine feudale - spiega Costanza Roggero, docente di Storia dellArchitettura al Politecnico di Torino, una delle principali esperte di questo complesso È allingresso della città, dove si arriva dalla Pianura Padana, e in pratica non ha mai smesso d svolgere le sue funzioni fino al Novecento». Nel secondo dopoguerra il Castello venne definitivamente consegnato ai carabinieri, una circostanza che da un lato lha estromesso dai grandi progetti, dallaltro lha salvato dalla rovina. E ora a rilanciarlo come museo potrebbe essere proprio il rogo di ieri: «Lunedì chiederemo allo Stato dieci milioni di investimento straordinario nel quadro dei progetti per festeggiare lUnità - dice Gianni Oliva, assessore regionale alla Cultura e storico - Noi, da parte nostra, ci occuperemo della sicurezza immediata e del rifacimento dei tetti, mentre con i fondi europei potrà essere allestito qui un Museo dedicato alla Seduzione: proprio in queste stanze nacque, tra laltro, lamore tra la Contessa di Verrua e Vittorio Amedeo... I carabinieri, ai quali va il merito di avere provveduto fin qui alla manutenzione del Castello, hanno già espresso da tempo la loro disponibilità a trasferirsi». E cè anche una data, il 17 marzo del 2011: per quel giorno, anniversario ufficiale della nascita dellItalia, tutto dovrà essere riportato allantico splendore.
PIEMONTE - Moncalieri Brucia il castello, distrutti i tesori dei Savoia
Ieri sera è andato a fuoco il Castello di Moncalieri, una delle residenze dei Savoia a Torino, dichiarata Patrimonio dellUmanità dallUnesco. Lincendio, probabilmente provocato dallimpianto elettrico, ha distrutto i soffitti, gli arredi e gli affreschi. Il danno è stimato intorno ai dieci milioni di euro. I carabinieri e i vigili del fuoco hanno lavorato per salvare quanto possibile, ma sono state perse molte opere d'arte e documenti storici. Il Castello, che ha una storia feudale e ha svolto funzioni importanti fino al Novecento, potrebbe essere rilanciato come museo con i fondi per la festa dellUnità.
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