«I grattacieli sono come gli individui. Ognuno è diverso dallaltro. Dire che che sono brutti in quanto tali non vuol dire assolutamente nulla, non ha alcun senso». Architetto Stefano Boeri, direttore di «Abitare», la polemica di Berlusconi non la convince, quindi? «Intanto faccio notare al Cavaliere due cose. Quando dice che i grattacieli non sono coerenti con la tradizione e limmagine milanese, mi viene voglia di ricordargli Milano 2 e Milano 3, che con la storia della città, almeno fino a quegli anni, non centravano proprio nulla. Se invece fa un discorso di qualità estetica gli faccio presente la cittadella Mediaset di Cologno Monzese: uno dei luoghi in assoluto più brutti dellarea metropolitana di Milano. Ma cè un discorso più generale che mi preme fare». Prego. «Larchitettura nuova lavora sempre sulla rottura e sulla discontinuità. A Milano ci sono degli esempi eclatanti» Quali? «La Torre Velasca su tutti. Quando fu realizzata venne considerata da tutti, architetti in testa, uno sfregio al razionalismo. Lo stesso grattacielo Pirelli fu unopera rivoluzionaria. Oppure ledificio di Luigi Moretti in corso Italia che ora viceversa è quotatissimo. Il nuovo non deve essere sempre conciliante. Ma anche qui: cè nuovo e nuovo». Cioè? «Cioè, nello specifico, la torre di Libeskind non piace per niente neppure a me. E unarchitettura muscolare che celebra se stessa. Non cè un pensiero dietro. Questa torre ritorta che cosa mi vuole comunicare? E unopera di chi cerca leclatante, che vuole scioccane. In realtà è solo fine a se stessa». Quindi Berlusconi ha ragione? «Se fa la battaglia contro i grattacieli, intesi come categoria generale, no. Anche perché non mi sembra una visione di città aperta richiamarsi solo al passato e alla tradizione». Il sindaco Moratti ha ribadito che per il simbolo di Milano per il 2015 non sarà una nuove torre. Niente Tour Eiffel meneghina. «E certamente un ragionamento che vola molto alto. Il simbolo dellExpo non deve essere muscolare. Al contrario, mi piacerebbe che ci fosse una nuova idea complessiva della città, intorno a grandi traguardi da conquistare». Ad esempio? «Dare una casa a tutti. Oppure realizzare un bosco continuo intorno a Milano, unendo i parchi e le aree agricole che circondano la città. Ecco: queste mi sembrano due belle sfide per il 2015».