LIBRI. UNA RIEDIZIONE CON ANNOTAZIONI E RIFLESSIONI CHE ARRIVANO SINO AI GIORNI NOSTRI DEI DUE SAGGI SUI BENI CULTURALI DELL'AUTORE DELLA FAMOSA LEGGE Un'appassionata e civile denuncia di incurie, sciatterie, distrazioni della classe dirigente del Paese Chi volesse capire cosa è successo nel nostro paese, negli ultimi venti anni, a proposito di beni culturali e paesaggistici, oggi ha uno strumento in più. Sono giunti in libreria due volumi Beni e mali culturali e La tutela del paesaggio in Italia dell'Editoriale Scientifica, firmati da Giuseppe Galasso, noto storico e autore della famosa Legge Galasso del 1985 che, per la prima volta in Italia, disciplinò la complessa materia della tutela del paesaggio. I due libri, pur essendo la riedizione di una precedente del 1996, contengono in questa nuova versione, annotazioni e riflessioni che arrivano sino ai giorni nostri. Galasso si dimostra un acuto osservatore e, con un linguaggio diretto, mette a nudo le contraddizioni che ancora contraddistinguono questi due ambiti della vita del nostro Paese. E' stato sottosegretario al Ministero per i beni e le attività culturali a metà degli anni '80 nel Governo Craxi, autore appunto di quella legge sul paesaggio che, già allora, suscitò molte polemiche e fu aspramente contrastata da chi, per ragioni diverse, la ritenne inapplicabile o inopportuna. Contrasti che attraversarono il Governo e le forze politiche ma anche settori importanti dell'imprenditoria, come egli stesso racconta nella Introduzione. La legge sanciva, fra l'altro, l'abuso e il comportamento illegale nel settore edilizio, scatenando l'opposizione sia di chi aveva portato a termine operazioni di speculazione edilizia sia di chi aveva fatto ricorso al piccolo abuso. Insomma piccoli e grandi interessi che diedero vita ad un vero e proprio blocco sociale che trovò alleati in alcune Regioni che ricorsero alle vie legali per contrastare un provvedimento considerato lesivo delle proprie prorogative amministrative. A distanza di oltre venti anni, nonostante alcune modifiche rilevanti introdotte alla fine degli anni '90 dall'allora Ministro Melandri e, successivamente con il Codice dei Beni culturali e del Paesaggio, dal Ministro Urbani nel 2004, si deve riconoscere che quella legge ha introdotto il tema della pianificazione paesaggistica e una normativa vincolistica che fece scuola anche a livello europeo. Il paesaggio come bene da tutelare, salvaguardare ma anche valorizzare con sapienza e lungimiranza, rimane una conquista che, almeno sul piano normativo, si deve a Galasso. Così come alcune intuizioni e proposte relative ai beni culturali e alle politiche di tutela e valorizzazione. Gli articoli, i discorsi raccolti nel volume "Beni e mali culturali" sono spesso un'appassionata e civile denuncia di incurie, sciatterie, distrazioni di un Paese e di una classe dirigente che non ha saputo valorizzare la sua principale risorsa.