«C'è una totale assenza di polìtica culturale in Italia. Noi vogliamo sapere cosa si vuoi fare dello spettacolo nel nostro Paese; prima ancora di conoscere le risorse statali su cui fare affidamento, vogliamo sapere se esiste un progetto politico-culturale». Parla chiaro il sovrintendente dell'Opera dì Torino Walter Vergnano, all'incontro per denunciare la latitanza del governo sull'organizzazione musicale. Vergnano è presidente dell'Anfols (le Fondazioni liriche) e coordinatore musicale dell'Agis: «Le risorse sono la conseguenza di un progetto politico. Se servono decine di teatri, vanno supportati». Aumentano i teatri lirici che oggi si chiamano Fondazioni: la 14esima è il Petruzzelli e Teatri di Bari; aumentano i teatri di tradizione e le istituzioni «concertistico orchestrali» con l'Ente luglio musicale trapanese, il Marrucino di Chieti, il Fraschini di Pavia, l'Opera giocosa di Savona, l'Orchestra della Magna Grecia di Tarante... D'ora in poi queste realtà hanno diritto a fondi statali. Ma il paradosso è che il Fondo unico stata-le è sempre più povero e arriva sempre più in ritardo. Si prevede che i 518 milioni di euro del 2003, nella Finanziaria diventeranno 500. Ed è stato calcolato che, secondo i parametri Istat, i teatri lirici dal 1985 a oggi hanno perso 252 milioni di euro. «Noi non chiediamo 1000 euro in più ma un sistema che stia in piedi. La lirica da allo Stato, attraverso l'Iva e i contributi dei dipendenti, più dì quanto riceve. Il costo del personale nel 2002 è stato di 307 milioni di euro a fronte di un contributo nel 2004 di 239 milioni. E contributo non copre nemmeno le spese fisse. Come possiamo sopravvivere a fronte del disimpegno progressivo e costante dello Stato? Stiamo difendendo il ruolo culturale dei teatri in Italia». «Siamo contenti che i teatri siano aumentati, ma ha senso se vengono date risorse adeguate. Se io ho due figli e prendo 1000 euro al mese, non metto in cantiere un terzo figlio», riassume la situazione il presidente dell'Agis Alberto Francesconi. Valerio Cappelli L'Agis denuncia: diminuiscono le sovvenzioni ma aumentano i nuovi enti che le ricevono