Tre suoni di sirena, le 10.26 di ieri mattina: il preavviso. Dieci secondi dopo, lecomostro ha cominciato ad accasciarsi ruggendo con un boato assordante, schiantato a terra con un immenso nuvolone di polvere. Ore-1o.28, del Blue Residence non restavano che macerie. Erano in migliaia ieri a guardarlo scomparire, assiepati al di là delle transenne di sicurezza, altri nei campi, i più fortunati sui balconi delle case vicine. Dopo laccordo di programma tra Comune, Regione e una società privata che vi costruirà un albergo, un residence e servizi per la città, per voltare pagina sono bastati 300 chili di esplosivo gelatinoso, oltre due chilometri di miccia e centinaia di fori predisposti dalla Generai Smontaggi, la stessa azienda che aveva già fatto scomparire un altro ecomostro, quello di Punta Perotti a Bari. E tuttintorno la macchina della sicurezza: forze dellordine, protezione civile, autoambulanze. «Se questo risultato è stato raggiunto lo dobbiamo alla collaborazione di tutte le istituzioni» ha detto il sindaco Marco Toni. Alludeva in particolare alla Regione che ha sostenuto laccordo di programma: «Che questo resti un monito e un esempio da non seguire in vista dellExpo 2015» ha aggiunto lassessore regionale al territorio Davide Boni. Conclusione con il ministro alle Pari Opportunità Barbara Pollastrini: «Si distrugge per ricostruire». E infatti da oggi la ricostruzione comincia: ci sono due anni di tempo, undici milioni di euro da investire per veder completato il nuovo progetto.