Le direttrici di intervento, del primo decreto di riforma, quello sui beni culturali, sono tre. Le prime correzioni riguardano la circolazione sia internazionale sia nazionale dei beni culturali: sotto il primo profilo i recenti casi di cronaca (per esempio, in rapporto ad alcuni Stati africani, su cui si attende la pronuncia definitiva del giudice amministrativo) rendono evidente lattualità della problematica. Sotto il secondo profilo, è stata seguita una linea più stringente di salvaguardia del patrimonio culturale immobiliare di proprietà sia di enti pubblici sia di soggetti giuridici privati non perseguenti fini di lucro, ivi compresi gli enti ecclesiastici, anche attraverso il recupero sostanziale dellimpianto normativo del Dpr 7 settembre 2000, n. 283 (il cosiddetto decreto Melandri). In secondo luogo, in tema di archivi, è stato ripreso uno dei principi cardine della normativa di settore (tratto dal Dpr 14091963), il quale sancisce lobbligo di «istituire separate sezioni di archivio per i documenti relativi ad affari esauriti da oltre quaranta anni, redigendone linventario». Infine, è stata integrata la disciplina transitoria sullinsegnamento del restauro, attraverso la proroga dei termini, al fine di estendere cronologicamente la platea degli aspiranti. Il secondo decreto contiene, invece, le novità sul paesaggio.. Tra le altre, va segnalata quella sulla nozione di paesaggio, la quale, pur non particolarmente significativa per la disciplina concreta, ha costituito una sorta di bandiera su cui Stato e Regioni hanno molto battagliato. La soluzione si fonda su un sostanziale coordinamento tra la definizione contenuta nella convenzione di Firenze e le indicazioni fornite dalla Corte costituzionale con la sentenza 3672007. Per quanto riguarda la pianificazione paesaggistica, pur rientrando la redazione del piano tra le competenze delle regioni, è riconosciuta al ministero dei Beni culturali la partecipazione obbligatoria allelaborazione congiunta con le regioni di quelle parti del piano che riguardano beni paesaggistici. Limportanza della pianificazione deriva dalla necessità di dare a monte regole certe in materia, assenti fino a oggi, come dimostrato dal cospicuo contenzioso sulle autorizzazioni attualmente richieste in base allinsussistenza di regole pianificatorie. Le maggiori novità di dettaglio riguardano liter di rilascio delle autorizzazioni paesaggistiche, con particolare riferimento: alla competenza, in quanto la facoltà di delega delle Regioni ai comuni viene condizionata alla previa verifica della presenza presso questi ultimi di adeguati uffici tecnici che assicurino la separazione della valutazione urbanistica rispetto a quella paesaggistica; al potere decisorio, in quanto il parere della soprintendenza resta vincolante sino alla predisposizione della pianificazione paesaggistica e alla conseguente verifica di adeguamento dei piani urbanistici; al procedimento di rilascio, in quanto vengono dettati tempi certi, in particolare attraverso la definizione di un termine massimo per la soprintendenza trascorso il quale la regione o il comune decide autonomamente; al regime transitorio, in quanto la nuova disciplina entrerà in vigore in ogni caso alla fine di questanno.
CODICE - Nuovo concetto di paesaggio
Il primo decreto di riforma dei beni culturali ha introdotto tre direzioni di intervento. La prima riguarda la circolazione dei beni culturali, sia internazionale che nazionale, e ha seguito una linea più stringente di salvaguardia del patrimonio culturale immobiliare. La seconda riguarda gli archivi, con l'obbligo di istituire separate sezioni di archivio per i documenti relativi ad affari esauriti da oltre quaranta anni. La terza riguarda l'insegnamento del restauro, con la proroga dei termini per estendere la platea degli aspiranti.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo