Torino. Una storia secolare bruciata in pochi minuti: la stanza dove fu firmato da Vittorio Emanuele II il Proclama di Moncalieri il 20 novembre 1849 è un cumulo di macerie. Era al secondo piano del torrione di sud-est del castello di Moncalieri (patrimonio dell'Unesco e attuale sede del primo Battaglione Carabinieri Piemonte) che è andato a fuoco: 10 milioni di euro i danni. Il Proclama, invece, si è salvato. Era all'Archivio di Stato. L'11 aprile 1997, un rogo simile distrusse la cappella del Guerini dov'era la Sindone e danneggiò un'ala di palazzo Reale. Le fiamme si sono sviluppate intorno alle cinque del mattino, per cause accidentali ancora da chiarire nella zona del sottotetto interessato da lavori di ristrutturazione, e hanno fatto crollare, oltre al tetto, i pavimenti del quarto e terzo piano; i sottostanti due piani sono stati invasi dall'acqua utilizzata per spegnere l'incendio. Le fiamme hanno inoltre distrutto altre cinque stanze delle 11 dell'appartamento reale di Casa Savoia: sala specchi, camera da letto di Maria Adelaide, camera da letto di Vittorio Emanuele II e camera degli armadi. «I danni sono rilevanti ma per fortuna molti arredi degli appartamenti reali sono stati salvati grazie all'immediato intervento dei carabinieri» ha detto il soprintendente per i Beni Architettonici e Paesaggistici del Piemonte, Francesco Pernice. «Con l'aiuto dei Vigili del fuoco abbiamo recuperato molte parti di stucco - ha aggiunto - in modo da poter ricostruire gli appartamenti grazie all'ampia documentazione fotografica e altro materiale che abbiamo a disposizione». Sono stati salvati, oltre a numerosi quadri e suppellettili antiche, un vaso di Meissen di Sassonia, chiamato vaso di palle di neve di Maria Adelaide, pezzo unico al mondo e un pregadio, anch'esso di Maria Adelaide. Sul posto, oltre ai vertici dell'Arma piemontese e torinese (generale Vincenzo Giuliani e colonnello Antonio De Vita) e il sindaco di Moncalieri Angelo Ferrero, è intervenuto il procuratore aggiunto Raffaele Guariniello che, dopo un sopralluogo con il pm Laura Longo, ha disposto il sequestro del torrione. Nel mirino, in particolare, le misure di sicurezza predisposte per lo svolgimento delle opere. Tre le ditte coinvolte nei lavori: la Sicer di Biella, che ha vinto l'appalto e in subappalto la Scotta Impianti di Cavallermaggiore (Cuneo) e l'artigiano Alessandro Avanzo di Biella. «Non possiamo ancora dire nulla sulle cause - ha spiegato Guariniello - ma il dolo è escluso. Cercheremo di capire che cosa è successo attraverso i lavori dei consulenti Norberto Piccinini e Luca Marmo, gli stessi della vicenda della ThyssenKrupp, dei vigili del fuoco e dei carabinieri di Torino».
PIEMONTE - Lo storico dell'arte: rovinato un sito architettonico unico
A Moncalieri, il castello di Savoia è stato colpito da un incendio che ha distrutto una stanza al secondo piano del torrione di sud-est, dove era conservato il Proclama di Moncalieri firmato da Vittorio Emanuele II nel 1849. I danni sono stati valutati a 10 milioni di euro. Il Proclama è stato salvato grazie all'intervento dell'Archivio di Stato. Un altro incendio simile è avvenuto nel 1997, che ha distrutto la cappella del Guerini e danneggiato un'ala del palazzo Reale. Le cause dell'incendio sono ancora da essere chiarite. I carabinieri hanno recuperato molti arredi degli appartamenti reali e sono in corso le indagini per capire cosa è successo.
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