Nola: nell'area archeologica una capanna e laboratori didattici per i materiali Nola. Capanna in allestimento anche al museo storico ed archeologico di Nola. Sarà pronta a giugno, mese in cui è prevista anche la riapertura, dopo i lavori di ampliamento, del complesso culturale di via Cocozza. Identica, nelle forme e nella dimensione, a quella dentro la quale abitavano gli uomini del villaggio della preistoria, la capanna accoglierà molti dei 264 reperti rinvenuti durante gli scavi del sito archeologico. Destinata a diventare la principale attrazione del museo di Nola, l'antica abitazione, costruita con pali di legno e coperture di paglia, è lunga oltre 20 metri. Il progetto questa volta è della soprintendenza archeologica che sta seguendo le fasi del lavoro nei minimi dettagli. La capanna sta prendendo forma in una delle sale dedicate alla sezione archeologica, al piano terra del museo che si prepara a mostrare anche altri pezzi del ricco patrimonio storico ed artistico del Nolano. Statue, dipinti, tombe, capitelli, vasi, anfore, suppellettili: dalla preistoria al 1800. Tra i tesori in mostra, anche una preziosa collezione privata di 3000 maioliche prodotte in Campania. Nola. Una capanna, costruita con lo stesso materiale impiegato dagli uomini della preistoria. E poi mini cantieri per simulare gli scavi e laboratori didattici per lavorare la materia prima come facevano gli uomini dell'età del Bronzo: il parco archeologico «fai da te», sorgerà intorno alle capanne del villaggio di Croce di Papa a Nola. Un «assaggio» dell'ambizioso progetto disegnato dalla soprintendenza, che a via Polveriera conta di realizzare la più grande area archeologica del Mezzogiorno. A mettere mano al portafoglio e a darsi da fare per rafforzare la capacità attrattiva dell'insediamento, che risale a 4000 anni fa, sono stati i volontari dell'associazione «Meridies» da anni impegnati nel coordinamento delle visite guidate all'interno del sito. Impegno spontaneo dunque, nell'attesa dello stanziamento dei fondi che consentiranno il recupero definitivo del villaggio della Preistoria. Il piccolo mondo degli antenati dei nolani nascerà alla fine del mese, quando prenderanno forma le idee immaginate dai promotori dell'iniziativa. Il progetto è già partito e l'entusiasmo di Meridies ha contagiato anche aziende private come la Simonetti srl, che si occupa di verde attrezzato. La ditta sta infatti allestendo il prato dell'area sulla quale sorgerà il parco. Lavori in corso dunque in un villaggio considerato da studiosi ed esperti la «Pompei della Preistoria», un sito unico nel suo genere che nonostante i ritardi accumulati nel recupero e nella valorizzazione continua ad attrarre migliaia di visitatori. «Le media delle presenze - spiega il presidente di Meridies, Angelo Amato De Serpis - è di 12mila turisti all'anno». Studenti, appassionati di archeologia, studiosi e semplici turisti: questo il target di una realtà che ha tutte le carte in regola per diventare attrazione regionale e per favorire lo sviluppo economico dell'area nolana. E che proprio oggi si prepara ad ospitare una delegazione del consolato della Germania. Ospiti autorevoli, ai quali però le capanne di Croce di Papa sono abituate. Ed è per questo che adesso si punta a migliorare l'offerta e anche a fornire agli studiosi del complesso inedite risposte sulla vita nel villaggio. La sistemazione all'aria aperta della capanna e la sua realizzazione con lo stesso materiale, legno e paglia, utilizzato 4000 anni fa consentirà infatti di verificare gli effetti del tempo e delle condizioni meteorologiche sulle antiche abitazioni. Piccoli spunti scientifici insomma che si aggiungono alla possibilità che i visitatori avranno di partecipare ai laboratori di terracotta, di trasformazione del grano e di lavorazione di pelle e pietra. La macchina del tempo è partita.