LUCCA. Porta S. Gervasio era tornata all'antico splendore nel 2004 a conclusione di restauri durati un anno e costati al Comune 449mila euro. I lavori erano stati scrupolosi. Erano stati riportati ai colori originali i due torrioni di pietra, un tempo merlati, le due facciate, quella su via Elisa e l'altra su via S. Croce, che ha sotto il voltone l'affresco della Madonna. Salendo i 99 scalini che portano alla sommità del torrione sud (quello nord è di proprietà privata), si possono ammirare i grandi saloni che sovrastano l'arco della porta. All'interno c'è ancora un antico camino. Più in alto, nelle torri laterali, ampie stanze che offrono una magnifica vista sulla città e sull'immediata periferia. Dai 25 metri di altezza, appaiono tutte le torri e i campanili con una visuale a 360 gradi. Una di queste stanze era lo studio del pittore Tista Meschi, scomparso una trentina di anni fa. Salendo lungo un torrione, si trova anche una stanzetta un tempo adibita a carcere. La struttura che è della metà del tredicesimo secolo ha subito nel tempo qualche manomissione, ma conserva in larga parte le caratteristiche medioevali. Il restauro era stato eseguito dalla ditta lucchese G.B.A. Costruzioni, su progetto dei tecnici comunali sotto il controllo della Soprintendenza.