Il confine è stato superato, tre mesi, soprattutto se sono i tre mesi più cattivi per linquinamento, sono un tempo sufficiente per bilanci e considerazioni. Il confronto gennaio, febbraio e marzo dà subito la linea sulla quale sarà bene continuare a viaggiare. LEcopass è stato lo spartiacque e nella piccola area in cui è stato introdotto ha contribuito ad alleggerire il traffico e, quindi, linquinamento. Vero è che le condizioni meteo sono state favorevoli, questanno cè stata più pioggia e vento. Però la natura benigna non cancella la validità dellintuizione comunale. Ma i dati dicono anche altro. Linizio positivo non è sufficiente per unesultanza completa. Per migliorare la qualità della nostra vita ci vorrà di più. Il calo di marzo nei risultati dellEcopass è preoccupante. Solo i cinque giorni di festa pasquale hanno permesso di restare in linea con il bilancio dei mesi precedenti, in una media accettabile sia per il traffico che per linquinamento. Senza il fuggi fuggi festivo dalla città come nella migliore tradizione milanese, il bilancio sarebbe stato negativo. Sarebbero bastati cinque giorni di «normalità» inquinata in più per arrivare alla prima vera bocciatura. In più, nellultimo mese sono diminuiti anche i passeggeri dei mezzi pubblici, nonostante Atm abbia migliorato e potenziato il servizio negli orari più caldi. La paura del primo mese si è trasformata in abitudine. Se il sacrificio è un grattino da cinque euro, allora paghiamo pure ed entriamo. Questa sembra esser diventata la filosofia dei milanesi, il modo peggiore per aggirare il provvedimento. Non il tanto auspicato «costruiamo una nuova mentalità» ma «meglio pagare che lasciare a casa la macchina». E se questa è la reazione, allora bisogna pensare a strumenti per alzare la soglia. Perché significa che anche laspetto pedagogico del provvedimento sta venendo meno. Le vie sono due. La prima è la più semplice perché già sperimentata, e con successo, in altre importanti città del mondo: far pagare tutti. Lo fa Londra, lesempio massimo di intervento cresciuto con gli anni. Questo porterebbe a rivedere il concetto di partenza dellEcopass - non tassa sul traffico ma arma per combattere linquinamento - ma solo per integrarlo e migliorarlo. La seconda alternativa si compone di due mosse: ridurre le esenzioni e allargare la zona di applicazione. Un mix che porterebbe a risultati significativi in continuità con la strada intrapresa. Il Comune non perda tempo. I mesi peggiori sono passati, la bella stagione porta insieme al sole anche una migliore qualità dellaria e del cielo. Non ci illudiamo, però, in autunno la cappa di veleni tornerà sulle nostre teste. Allora da metà settembre Milano deve essere in grado di fornire risposte chiare e certe. LEcopass porterà nelle casse comunali tanti nuovi euro, se si pensa che solo per i primi quindici giorni di applicazione sono partite ben cinquantamila multe. Devono fruttare. Questa amministrazione è attesa alla seconda sfida ambientale, dopo aver sbandierato al mondo intero unExpo verde ed ecosostenibile. Lintenzione deve trasformarsi in realtà, le belle parole devono diventare fatti. Se veramente la giunta Moratti ha a cuore la salute dei milanesi, pensi qualcosa in più.
MILANO - Due mosse per l'ambiente
Il Comune di Milano ha superato il confine di linquinamento, grazie anche all'introduzione di LEcopass, che ha contribuito ad alleggerire il traffico e a ridurre l'inquinamento. Tuttavia, i dati mostrano che il calo di marzo è preoccupante e che il bilancio sarebbe stato negativo senza il fuggi fuggi festivo. I passeggeri dei mezzi pubblici hanno anche diminuito, nonostante l'Atm abbia migliorato il servizio. La paura del primo mese si è trasformata in abitudine, con molti che pagano per uscire. Il Comune deve pensare a strumenti per alzare la soglia e ridurre le esenzioni.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo