Baccelli: «Deve essere chiaro cosa vogliamo fare della città» Tanta concorrenza per i 150 milioni che la Regione mette a disposizione per i piani di recupero «C'è grande concorrenza per ottenere i finanziamenti del Piano urbano integrato di sviluppo sostenibile (Piuss). Inizialmente la Regione aveva stabilito di utilizzare i circa 150 milioni a disposizione per 4 progetti; ora forse arriverà a 6-7. Se Lucca vuole avere speranze di essere tra i proponenti prescelti, deve accelerare i tempi per presentare un progetto di altissimo respiro. Il Piuss rappresenta un'occasione storica, assolutamente da non perdere». Stefano Baccelli, presidente della Provincia, dice che non solo il suo ente è pronto a dare tutta la collaborazione necessaria al Comune e agli altri soggetti (privati compresi) che partecipano all'iniziativa, facendo squadra per arrivare al risultato sull'esempio di quello che è avvenuto a Milano per aggiudicarsi l'Expo, ma sprona Comune e categorie ad avviare subito le consultazioni perchè il progetto sia fortemente partecipato, condiviso e sostenuto. «Tutto deve partire però - precisa il presidente - da un'idea forte e chiara della città che vogliamo per il 21 secolo. Non si tratta semplicemente di stabilire cosa mettere dentro questo o quel grande contenitore pubblico del centro storico. Dobbiamo definire il progetto complessivo di funzione, fruizione e sviluppo della città nel complesso. Un'azione che forse doveva essere meglio indicata già nel piano strutturale e nel regolamento urbanistico. La città è un sistema di vita, lavoro, valori, rapporti, comunità. Va assolutamente rivitalizzata». Chi e come dovrebbe provvedere a riempire di contenuti questo progetto? «Le indicazioni devono arrivare dagli enti interessati e dalla consultazione con le categorie e le forze della città. Ma poi, a livello esecutivo, sarebbe opportuna la presenza di un grande urbanista che lavori di comune accordo con un gruppo di lavoro locale. Mi spiace che non ci siano i tempi per un concorso di idee, la scelta va fatta al più presto e deve essere all'altezza della qualità del piano che si deve proporre. Ma attenzione: avere una consulenza esterna non deve far perdere di vista l'identità, la storia e le vocazioni della città: sono il suo valore aggiunto». A chiunque venga affidata la progettazione, sembra ormai chiaro che si dovrà puntare su un centro storico che recuperi attività, uffici, residenza, spazi culturali e sociali, luoghi per i giovani, laboratori e incubatori di idee. «Mi pare che su questo non ci siano più dubbi. È diffuso il sentimento che il mercato dell'edilizia va governato meglio, anche se non è da demonizzare. La trasformazione urbana non può essere dettata solo da chi ha interesse a costruire, ma deve essere incanalata in un disegno partecipato e condiviso, che eviti di fare ad esempio del centro storico una Disneyland che apre al mattino e chiude quando i gruppi turistici sono ripartiti. Serve vita, dobbiamo riportare gente ad abitare dentro le Mura, a frequentare le scuole, a riaprire attività, anche e soprattutto artigianali».