Annullata la legge: "Nessuna urgenza o necessità" Sarebbe stata constatata la violazione dellarticolo 77 della Costituzione -------------------------------------------------------------------------------- Il teatro Petruzzelli di Bari torna di proprietà della famiglia Messeni Nemagna. La Corte Costituzionale ha infatti deciso lillegittimità della norma del collegato alla Finanziaria 2007 con cui il governo ha espropriato il teatro, distrutto in un incendio doloso nel 1991. I giudici della Consulta, in una delle camere di consiglio delle scorse settimane, avrebbero così condiviso i dubbi sollevati dal tribunale di Bari secondo cui quel provvedimento di esproprio mancherebbe dei requisiti di necessità e urgenza previsti dallarticolo 77 della Costituzione. La decisione - su cui i giudici della Consulta si sarebbero divisi - verrà messa nero su bianco e depositata nelle prossime settimane. Dallo scorso giugno proprietario del Petruzzelli è diventato il Comune di Bari, mentre agli ex proprietari - la famiglia Messeni Nemagna - è stata liquidata una somma di 16 milioni e 419 mila euro quale equo indennizzo. Attraverso lesproprio il governo puntava a concludere entro la fine del 2008 la tormentata vicenda della ricostruzione del teatro. La particolare natura del Petruzzelli (un bene pubblico ma di proprietà privata) aveva infatti reso difficile liter e dilatato i tempi del suo completamento. La decisione del governo era stata duramente contestata dalla famiglia Messeni-Nemagna, che alla Corte Costituzionale ha inviato una serie di memorie in prossimità delludienza pubblica del 28 gennaio scorso. A sollevare la questione di legittimità dellarticolo 18, commi 2 e 3, del decreto collegato alla Finanziaria 2007 era stato il tribunale di Bari, secondo cui lesproprio del Petruzzelli non avrebbe alcuna finalità né di natura finanziaria né tributaria. Il fatto poi di aver giustificato il trasferimento della proprietà al Comune con lintento di garantire la celere ripresa delle attività culturali di pubblico interesse, sarebbe la riprova - sempre a detta del tribunale di Bari - non solo del difetto di collegamento con la manovra di bilancio ma anche dellassenza di ogni carattere di indispensabilità e urgenza. Secondo il giudice Di Lalla, che aveva accolto il ricorso dei legali della famiglia, Amenduni e Giannattasio, non si era in presenza di un caso straordinario di necessità ed urgenza che giustificasse lemanazione da parte del governo di un decreto legge per lesproprio, perdipiù di un decreto legge inserito nella legge finanziaria. E proseguiva il giudice, «allorquando si è tentato di giustificare in modo specifico la norma stabilente lesproprio del teatro, si è dovuto riconoscere che la stessa è stata introdotta per risolvere una "annosa vicenda" e tutelare linteresse ad una "migliore fruizione del bene da parte della collettività", così ammettendo non solo il difetto di collegamento con la manovra di bilancio, ma anche lassenza di ogni carattere di indispensabilità ed urgenza con riguardo alla finalità pubblica dichiarata». Sulla decisione della Consulta avrebbe pesato anche un recente precedente, vale a dire la sentenza 171 nel 2007, in base alla quale i vizi di un decreto legge non possono ritenersi sanati dalla conversione in legge. Dunque, seppure il collegato alla Finanziaria 2007 sia stato successivamente convertito, la norma sullesproprio del Petruzzelli resta illegittima. Il Teatro Petruzzelli, i cui interni furono distrutti da un incendio doloso il 27 ottobre 1991, era passato definitivamente nelle proprietà del Comune di Bari nel giugno 2007, a conclusione delle procedure di esproprio avviate con un decreto legge del dicembre 2006 legato alla legge finanziaria per il 2007. I lavori di restauro e consolidamento del teatro, sono in corso e termineranno nel dicembre 2008. Vengono eseguiti dal consorzio Conscoop di Forlì e dalla Sac di Roma che hanno vinto la gara del ministero dei beni culturali. Il progetto conclusivo per la ricostruzione del teatro fissa una spesa di 23 milioni e 370 mila euro, che si aggiungono agli oltre 40 milioni di euro di risorse pubbliche già impegnate per il restauro del teatro dalla sua distruzione allaffidamento dei lavori a Conscoop e Sac.