TORINO. Soffitti e pavimenti crollati insieme a porzioni di tetto, cinque stanze reali seriamente danneggiate con arredi e suppellettili e ora il rischio crolli. E' di una decina di milioni di euro la prima stima dei danni causati dall'incendio divampato ieri alle porte di Torino nel maestoso Castello di Moncalieri, dichiarato dall'Unesco Patrimonio dell'Umanità e per 300 anni residenza dei Savoia. La procura ha aperto un'inchiesta ma esclude il dolo. Erano in corso lavori di ristrutturazione e la causa potrebbe essere stata un corto circuito. Il rogo, durato oltre 8 ore, si è scatenato attorno alle 5 del mattino e non ha coinvolto le due torri rotonde dell'inizio del '300 (la parte più antica del castello) come l'area occupata dal Primo Battaglione Carabinieri Piemonte, l'unica abitata. Partite dal torrione sudest, le fiamme sono state inizialmente circoscritte al terzo e quarto piano, ma in tarda mattina si sono estese al secondo piano dove ci sono gli appartamenti reali e luoghi storici come la stanza del Proclama di Moncalieri. A dare l'allarme è stato il piantone di servizio e molti carabinieri sono subito entrati nel torrione riuscendo a portare fuori mobili e arredamenti. «Un danno inestimabile, un disastro per l'umanità» ha detto Angelo Ferrero, sindaco di Moncalieri. Una prima stima degli esperti ammonta a circa 10 milioni e riguarda la ricostruzione dell'impiantistica, delle sale, del consolidamento del torrione, della parte artistica. Danni provocati non solo dalle fiamme, ma anche dall'acqua di spegnimento e dal crollo dei pavimenti. Cinque le stanze degli appartamenti reali gravemente coinvolte: la sala del proclama, degli Specchi, la camera da letto di Maria Adelaide, quella di Vittorio Emanuele e quella degli armadi. Tra i pezzi più importanti che sono stati quasi distrutti c'è il letto di Vittorio Emanuele II, da poco restaurato. Bruciata anche una copia del famoso Proclama firmato da Vittorio Emanuele II e Massimo D'Azeglio nel 1849: l'originale è all'Archivio di Stato. Sono stati invece salvati il vaso di palle di neve di Maria Adelaide, pezzo unico al mondo e un pregadio di Maria Adelaide. Nel castello erano in corso da un anno lavori di ristrutturazione in vista delle celebrazioni di Torino 2011 per i 150 anni dell'Unità d'Italia. Il procuratore aggiunto Raffaele Guariniello ha subito aperto un'inchiesta e disposto il sequestro del torrione sudest e del materiale relativo al cantiere che doveva rinforzare i solai. Nel mirino, in particolare, le misure di sicurezza. Ma per il direttore regionale per i beni culturali Liliana Pittarello «il cantiere era a posto, l'esperienza della cappella della Sindone ha segnato una svolta». Tre le ditte coinvolte nei lavori: la Sicer di Biella, che ha vinto l'appalto della Regione, in subappalto la Scotta Impianti di Cavallermaggiore (Cuneo) e l'artigiano Alessandro Avanzo. «Il dolo è escluso» ha spiegato Guariniello. Tra le ipotesi al vaglio anche quella del corto circuito, ma secondo il responsabile della sicurezza del cantiere, il quadro elettrico era staccato.
PIEMONTE - Moncalieri, in fiamme l'ex reggia dei Savoia
A Moncalieri, nel Castello di Moncalieri, è scoppiato un incendio che ha causato danni ingenti, tra cui la distruzione di soffitti e pavimenti, la gravità di cinque stanze reali e la perdita di oggetti storici. La stima dei danni è di circa 10 milioni di euro. L'incendio è scoppiato attorno alle 5 del mattino e si è esteso rapidamente, coinvolgendo principalmente le aree degli appartamenti reali. La causa dell'incendio è ancora sconosciuta, ma si ipotizza che possa essere stata un corto circuito. L'inchiesta è stata aperta e il torrione sudest e il materiale relativo al cantiere sono stati sequestrati.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo