Il presidente del Consiglio regionale Gariglio invita alla cautela: quella lezione non è servita "Lavoravano solo tre dipendenti impegnati a rinforzare i solai con parti in ferro" Il titolare della ditta vincitrice dellappalto si difende: "Regole rispettate" «Sarebbe bene pensare al perché avvengano ancora incidenti simili proprio durante i periodi dei lavori di ristrutturazione» continua Gariglio. È stato lui ieri il primo a ricordare che lincidente di Moncalieri ha un grave precedente lancor più tragico rogo che undici anni fa, nella notte tra l11 e il 12 aprile del 1997, distrusse la Cappella del Guarini dove era ospitata la Sindone che solo per un miracolo si salvò. La cappella non è ancora stata riaperta (lo sarà forse nel 2011) ma la lezione di quei giorni evidentemente non è servita. Gariglio, che abita a due passi dal castello di Moncalieri, rilancia la questione. E, in polemica con la presidente della giunta Mercedes Bresso e con lassessore regionale alla cultura Gianni Oliva che hanno chiesto un rapido passaggio di proprietà delledificio, aggiunge: «Forse non è il momento di ripensare alla destinazione duso del castello, ma piuttosto bisogna capire quali siano le cause e lentità dei danni che paiono essere gravissimi. I carabinieri infatti negli anni hanno garantito la tutela del prestigioso bene. Sono certo che senza la loro presenza i danni sarebbero stati decisamente maggiori e ad incendio domato mi sento solo di ringraziare loro e i Vigili del fuoco che si sono adoperati a salvare quanto possibile dalla parte del Castello distrutta dalle fiamme A questo punto dobbiamo attendere il lavoro dei consulenti della Procura per capire la dinamica esatta del rogo». Di chi è però la responsabilità della sicurezza degli edifici darte nei periodi in cui subiscono interventi di ristrutturazione? Due sono le norme che ne stabiliscono i criteri, un decreto ministeriale del 92 in particolare e un decreto legislativo (il 494) del 96. La prima responsabilità è della Soprintendenza competente o, in questo caso, della direzione regionale Patrimonio che è stata la committente dellappalto per la ristrutturazione. È proprio il committente a designare un responsabile dei lavori che a sua volta nomina il coordinatore della progettazione e il coordinatore dellesecuzione delle opere: figure che spesso (come anche nel caso di questi lavori a Moncalieri) vengono riunite in una sola persona. Sono loro, lui in questo caso, che devono controllare che le misure di sicurezza vengano rispettate dalle ditte che si aggiudicano gli appalti: qui unimpresa di Biella (la Sicer) che ha sua volta ne ha subappaltato una parte. «Noi abbiamo rispettato le regole - spiega Alessandro Favario, 51 anni, capocommessa della Sicer di Biella per i lavori di Moncalieri - Il nostro compito era quello di rinforzare i solai. Avevamo vinto lappalto della Regione nel 2006. Il cantiere era stato aperto nellaprile di quellanno. Poi i lavori erano stati sospesi per una variante al progetto originario. Lavoravamo al terzo e al quarto piano: rinforzando i solai con una struttura in ferro e cercando di conservare il più possibile le vecchie travi. Ogni giorno in quel cantiere lavoravano tre persone. Naturalmente il nostro primo impegno è stato quello di osservare tutte le norme in materia di sicurezza. Non riusciamo a capire che cosa abbia causato lincendio che, secondo quanto ci hanno detto, sarebbe partito dal tetto. Venerdì i nostri tre dipendenti hanno finito il turno di lavoro alle 16,30». Conclude: «La nostra ditta ha quindici dipendenti e una lunga storia nel settore del restauro di costruzioni storiche. Lanno scorso abbiamo lavorato nella Basilica di Superga e nella chiesa di SantAndrea a Vercelli. Attualmente abbiamo anche un cantiere nella Cavallerizza».
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Il presidente del Consiglio regionale Gariglio ha invitato alla cautela dopo lincidente di Moncalieri, dove un incendio ha distrutto parte del castello. Gariglio ha ricordato che lincidente ha un grave precedente, il rogo della Cappella del Guarini nel 1997, e ha chiesto di capire le cause e la lentità dei danni. La presidente della giunta Mercedes Bresso e lassessore regionale alla cultura Gianni Oliva hanno chiesto un rapido passaggio di proprietà del castello. Gariglio ha difeso la decisione di attendere il lavoro dei consulenti della Procura per capire la dinamica esatta del rogo. Ha anche chiesto di sapere chi è responsabile della sicurezza degli edifici durante i periodi di ristrutturazione.
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