Moncalieri, quindici milioni di danni Guariniello nomina i periti Thyssen A dare lallarme e a portare i primi soccorsi i 200 carabinieri del battaglione -------------------------------------------------------------------------------- Larchitetto Valerio Corino, direttore del Castello di Moncalieri e quindi del cantiere aperto nellaprile scorso nella torre di sud-est ha la voce incrinata dallemozione mentre dice: «Quando sono arrivato ho rivissuto la stessa, tremenda emozione della sera dellundici aprile di 11 fa quando le fiamme divamparono nel Duomo». Una sensazione di deja vu che hanno in molti quando si trovano di fronte alla macerie del torrione incendiato: come nel 97 è andato a fuoco un monumento storico di valore inestimabile dove si stavano facendo lavori di ristrutturazione. Sono perdute la Sala degli Specchi e quella del Poclama. Le fiamme divampate verso le 5 del mattino hanno avvolto lintera torre in poche ore. Prima soffiando verso lalto e facendo crollare tetto e sottotetto poi avventandosi contro i piani inferiori con la caduta dei soffitti. I 200 carabinieri del Battaglione Moncalieri - di stanza nel Castello dal 1969 - hanno visto dapprima i bagliori rossastri nel cielo buio poi le prime lingue di fuoco spuntare dalle tegole del tetto. Il comandante, il tenente colonnello Pierfranco Diana ha telefonato ai vigili del fuoco, cominciando però ad organizzare i primi interventi di soccorso che hanno limitato il danno che, più tardi, Corino, il direttore, stimerà tra i 10 e i 15 milioni di euro. «Potevano essere ben più ingenti se i carabinieri prima e i vigili del fuoco dopo non avessero salvato gran parte degli arredi» sottolinea Francesco Pernice, soprintendente per i beni architettonici e paesaggistici del Piemonte. Incuranti del pericolo i carabinieri hanno salvato dalle fiamme un pregadio di Maria Adelaide con due icone laterali e un crocefisso, quadri e arazzi, diverse poltrone, le passamanerie e i tessuti ottocenteschi appena restaurati e custoditi nella stanza degli armadi. «Non riuscivano ad aprire gli armadi e li hanno portati fuori a braccia» ricorda Corino. I vigili del fuoco salvano invece, tra il resto, il prezioso vaso di Maissan di Sassonia più noto come il «vaso di palle di neve» di Maria Adelaide, un pezzo unico che risale al 1600. Cercano di portare allesterno il letto della regina ma pesa cinque quintali. E impossibile sollevarlo. I vigili del fuoco (sono arrivati in cinquanta, per primi quella della squadra Lingotto da piazza Bengasi con la prima autopompa, poi le altre pattuglie che si sono portate anche il Tucano, il mezzo che doma gli incendi aeroportuali con un potentissimo cannoncino) escono appena in tempo. Il soffitto della stanza al piano nobile crolla, seguendo la sorte della camera del Proclama, della stanza da letto e della toilette della regina e di quella di Vittorio Emanuele II. Ci vogliono cinquantamila litri dacqua per domare le fiamme. Il procuratore aggiunto Raffaele Guariniello e il pm Laura Longo arrivano che la torre è ancora fumante. Entrambi si arrampicano sulla scala dei vigili del fuoco per vedere con i loro occhi il disastro. Notano che mancano i sistemi antincendio, scartano lipotesi che ad originare lincendio sia stata la vecchia antenna (qualcuno dice della polizia) che svetta sul tetto. La loro attenzione si appunta sullimpianto elettrico che però appare intatto. Passano pochi minuti e i due magistrati nominano come periti per linchiesta i tecnici Noberto Piccinini e Luca Marmo, gli stessi del rogo alla ThyssenKrupp. In caserma i carabinieri interrogano i tre operai che venerdì erano nel cantiere mentre i vigili del fuoco cercano di evitare il crollo della torre mettendo in sicurezza le travi che reggono a stento la struttura. A preoccupare è la stabilità dei piani alti.
PIEMONTE - Distrutte la Sala degli specchi e quella del Proclama
Il Castello di Moncalieri è stato colpito da un incendio il 11 aprile, che ha causato danni stimati tra i 10 e i 15 milioni di euro. I 200 carabinieri del Battaglione Moncalieri hanno risposto rapidamente e hanno salvato gran parte degli arredi e dei beni culturali, tra cui un pregadio di Maria Adelaide con due icone laterali e un crocefisso. I vigili del fuoco hanno salvato anche un prezioso vaso di Maissan di Sassonia, noto come il vaso di palle di neve di Maria Adelaide. Il soffitto della stanza al piano nobile crolla, seguendo la sorte della camera del Proclama, della stanza da letto e della toilette della regina.
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