Dai templari alle madame vizi e virtù della fortezza Il proclama di Moncalieri e altre vicende tra leggenda e storia dItalia Poteva anche andare peggio: i vigili del fuoco hanno lavorato alacremente per evitare che lincendio si propagasse alle due maniche laterali e gli stessi vigili con laiuto dei carabinieri del battaglione Piemonte sono riusciti a trasferire in sicurezza alcuni quadri ed alcune drapperie. Di tutti i castelli sabaudi, quello di Moncalieri meglio corrisponde al termine: il suo aspetto è austero, solido, massiccio e lascia intendere la sua natura originaria di fortezza militare. Fu costruito in epoca medievale sulla collina da cui si poteva controllare il transito sul ponte che scavalcava il Po. Si trattava di un ponte importante perché permetteva alla via Francigena di collegare la Pianura Padana settentrionale con quella meridionale. Secondo alcuni, furono i cavalieri Templari a gestirlo e a ampliarne loriginaria struttura. Questo sito si inserisce nella storia sabauda nel 1272 con il conte Tommaso III che trasforma lesistente in una sorta di fortilizio, ma è nei due secoli più tardi con la duchessa Iolanda di Valois, moglie di Amedeo IX di Savoia detto il Beato, che nasce la parte centrale della struttura attuale: nel 1466 la costruzione viene infatti ampliata e dotata di 4 alte torri cilindriche, due delle quali ancora oggi inserite nella struttura. Una nuova fase di espansione si ha nel Seicento con Carlo Emanuele I, da madama reale Cristina di Francia e Carlo Emanuele II. Su progetto degli architetti Carlo e Amedeo di Castellamonte il castello assume la struttura attuale e diventa una delle residenze predilette dei Savoia. Dopo le spoliazioni avvenute al tempo della Rivoluzione Francese e dellimpero Napoleonico, una nuova stagione si sviluppa durante il regno di Vittorio Emanuele II che spesso soggiornava a Moncalieri. Ad essere andate distrutte sono proprio le stanze dei suoi appartamenti, la camera da letto del re, quella della regina Maria Adelaide e la cosiddetta sala del proclama di Moncalieri, il documento che la storiografia liberale ha celebrato come il momento di svolta della parabola risorgimentale. Ceduto nel 1919 dai Savoia allo Stato e destinato nel 1925 a sede di scuole militari il castello è ancora oggi occupato in buona parte da un reparto dellArma dei carabinieri. La potenza dei militari ha permesso in questi anni il mantenimento della struttura con una manutenzione ordinaria e straordinaria che lha preservata dal degrado. Lincendio della notte scorsa segna una nuova svolta nella storia del castello. Come Regione intendiamo inserire a pieno titolo Moncalieri nel circuito delle residenze sabaude. Le stanze del piano nobile potrebbero diventare la sede di un percorso museale dedicato al tema del piacere e della seduzione di corte: proprio qui nacque uno dei più "chiacchierati" amori sabaudi, quello tra Vittorio Amedeo II e la contessa Verrua. Il rammarico per quanto è andato perduto nellincendio non può compromettere il futuro del castello: lunedì stesso la presidente Bresso ed il sottoscritto incontreranno la Sovrintendenza e le fondazioni bancarie per concordare insieme un percorso di recupero. Chiederemo allo Stato di intervenire nel restauro nellambito delle attività previste per il 2011: come territorio dovremo farci carico degli interventi di emergenza per la mesa in sicurezza e della progettazione del restauro stesso. Una cosa è certa con questincendio non finisce la storia del castello di Moncalieri, ma inizia una stagione nuova di rilancio e di valorizzazione e dobbiamo darci una data di scadenza: il 17 marzo 2011, 150 anniversario dellUnità dItalia, il castello restaurato deve essere aperto al pubblico. storico e assessore regionale alla Cultura