Lincendio divampato in uno dei quattro squadrati torrioni angolari del Castello di Moncalieri, distruggendo il terzo e quarto piano e rovinando parte del secondo, è evento drammatico e ci rimanda alla memoria immagini altrettanto drammatiche. Quando, nella stessa Torino, nellaprile del 1997 andò in fumo la Cappella della Sacra Sindone del Guarini, oggi felicemente restaurata. Moncalieri è alle porte della città e si leva sulla piana: il Castello appartiene a quella corona di "delitie" che corte ducale e sabauda eressero tra Cinque e Seicento. Ma come altri castelli sabaudi lorigine è medievale, come attestato dai torrioni tondi: era una residenza di villeggiatura destinata alla corte al di là della sua maschia forma a fortezza. Non è qui il caso di ripercorrerne la storia, ma sta di fatto che ancora una volta un banale corto circuito ha messo a fuoco una delle meraviglie della Bella Italia. Ma gli incendi non sono una specialità torinese, sono una specialità italiana: perché nel novembre di dieci anni fa andò a fuoco, per ben due volte a distanza di qualche mese, il sottotetto della Reggia di Caserta di Vanvitelli. Ma non solo castelli e palazzi reali che il mondo ci invidia vanno a fuoco per incuria, distrazione o dolo. Il Teatro La Fenice a Venezia e il Teatro Petruzzelli a Bari bruciarono in una notte come una torcia e i restauri sono costati alla collettività ingenti risorse, al pari di quelle necessarie per il restauro della Cappella del Guarini. Sarebbe meglio prevenire, sarebbe necessaria una politica organica di controllo costante per un patrimonio immobiliare, storico e artistico che è disseminato in una fittissima rete per tutta lItalia. Sarebbe necessario mettere in sicurezza migliaia di siti archeologici, monumenti, residenze, musei che hanno impianti elettrici secolari, tetti da cui piove, fondamenta che si sbriciolano. Sarebbe, sarebbe e potrei continuare ma a poco servirebbe perché malgrado gli sforzi e la passione di qualche bravo ministro dei Beni culturali, quale di certo è stato Francesco Rutelli, le risorse di cui dispone il ministero preposto a questo immenso tesoro - immagine abusata ma non affatto impropria quando si parla del patrimonio storico e artistico italiano - sono ridicole, persino offensive. Le Soprintendenze, rete essenziale del sistema di tutela, dovrebbero vigilare, restaurare e ammodernare con risorse che non hanno e quando le hanno spesso sono affidate in mani poco affidabili. Ci vorrebbe un impegno dello Stato che non cè e non si vede spuntar giorno, malgrado tutti - in parlamento, al governo, nelle più alte cariche dello Stato - sono disposti a inaugurare cento mostre e a stracciarsi le vesti dinanzi ad un disastro come quello di Moncalieri oggi, dei teatri o di Caserta ieri. Una commissione nominata da Giovanna Melandri, allindomani dellincendio nella Reggia di Vanvitelli, redasse un rapporto minuto e circostanziato sul rilancio di questo straordinario monumento: è rimasto, a distanza di dieci anni, lettera morta. Ho scorso con apprensione e attenzione i programmi dei partiti e cercato, come lago nel pagliaio, impegni per il rilancio del patrimonio storico e artistico, per la tutela del paesaggio, per la formazione di tecnici, per leducazione alla storia dellarte delle nuove generazioni nelle scuole di ogni ordine e grado. Ho trovato frasi fatte e minestre riscaldate a sinistra, a destra e al centro. Con diversa scansione sia ben inteso, ché ve ne sono alcuni se ne infischiano del tutto del nostro patrimonio darte e di natura. La retorica delle frasi fatte non serve a niente: Walter Veltroni e Silvio Berlusconi, che sono destinati a governare, ci dicano qualcosa su questi argomenti, assumano degli impegni dinanzi agli italiani e al mondo intero e li rispettino. Perché la Bella Italia è una risorsa della nostra civiltà e vederla andare a fuoco è uno spettacolo che sgomenta e avvilisce.
SALVIAMO LA BELLA ITALIA CHE BRUCIA
Un incendio ha colpito uno dei quattro torrioni del Castello di Moncalieri a Torino, distruggendo il terzo e quarto piano e danneggiando parte del secondo. Questo evento è stato preceduto da altri incendi in Italia, come quello della Cappella della Sacra Sindone del Guarini a Torino nel 1997 e del sottotetto della Reggia di Caserta di Vanvitelli nel 2007. Il problema della sicurezza dei siti storici e artistici è un problema italiano, con migliaia di siti archeologici, monumenti, residenze e musei che hanno impianti elettrici secolari e fondamenta che si sbriciolano.
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