L'Intervento Antonio Padoa-Schioppa, giurista e docente: dall'Esposizione lo scatto finale Il progetto è di una biblioteca con mezzo milione di opere in stretto rapporto online con le banche dati internazionali La vittoria dell'Italia e di Milano per l'Expo 2015 può essere un'occasione forse irripetibile per l'intero Paese. Ma è importante dar vita a iniziative di alto profilo, tali da contribuire ad un tempo al successo dell'Expo e alla crescita di Milano, della Lombardia e dell'Italia. Occorrono infrastrutture non effimere, che restino sul territorio anche dopo il 2015 al servizio dei cittadini. Tra i progetti, quello della Biblioteca europea (Beic) ha caratteristiche del tutto particolari. Si tratta della prima grande struttura bibliotecaria e multimediale concepita in Italia sul modello delle migliori realizzazioni straniere di questi anni. Una biblioteca con mezzo milione di opere a libero accesso, ordinate per materia e relative a tutti rami del sapere scientifico e umanistico. Un stretta integrazione con le banche dati nazionali e internazionali. Una corposa componente digitale. Posti di lavoro dotati di terminale, di allacciamento al computer personale, di supporti audiovisivi per musica e immagini. Una mediateca. Un laboratorio aperto. Reparti per ragazzi. Reparti con le novità librarie. Ed altro ancora. In Italia una struttura del genere ancora non c'è, mentre c'è in Francia, in Inghilterra, in Germania, negli Stati Uniti e i altri Paesi. Si tratta di creare un'infrastruttura aperta al mondo, dove figureranno tutte le grandi opere della cultura mondiale, in originale e in traduzione, molte delle quali anche in rete, inclusa la musica e il cinema. Un'autostrada dell'informazione digitale e cartacea, una sede privilegiata per l'accesso ad ogni specie di documenti. La Beic servirà non solo come biblioteca di pubblica lettura ma anche come sede privilegiata per ricerche interdisciplinari, a complemento delle biblioteche universitarie. Il progetto è stato concepito nel corso di alcuni anni. La Regione ha promosso l'accordo di programma. Il Comune ha fornito alla Fondazione Beic l'area a Porta Vittoria ed ha bandito il concorso internazionale vinto dall'architetto Peter Wilson. Il Parlamento ha stanziato le prime risorse nel 2000 e nel 2002 per la redazione del progetto e per l'acquisizione di un primo consistente nucleo di opere cartacee e digitali. Le università milanesi ne sono parte attiva. La Fondazione Beic ha portato a termine i progetti preliminare, definitivo ed esecutivo. Quest'ultimo è stato consegnato in questi giorni ed è giunto alla fase del «rullaggio»: è sulla pista pronto al decollo. In quattro anni la nuova Biblioteca può essere pronta. Occorre a questo punto finanziare l'opera. Il costo è certo elevato (dell'ordine di 240 milioni di euro), ma non potrebbe essere diversamente, poiché si tratta di creare una grande struttura capace di oltre 2000 posti, su 80.000 metri di suolo calpestabile. Il costo di gestione, a regime, sarà di meno di un decimo di quello di una piccola università e servirà all'intero Paese. Sarà possibile una serie di sinergie, razionalizzando il sistema bibliotecario milanese e lombardo. Tra l'altro la Beic ha già avuto dalla Regione il compito di creare e gestire, con la Braidense, l'Archivio regionale delle pubblicazioni, che da solo copre il 40 delle pubblicazioni nazionali. Si potrà risparmiare sui costi di funzionamento, anche attraverso trasferimenti e comandi. Anche lo Stato dovrà fare la sua parte per l'investimento iniziale e per la futura gestione, come è giusto che sia per un progetto di livello internazionale. Questo è il momento di includere la Beic tra le grandi opere per l'Expo 2015.