Presidente Formigoni, seguirà la preparazione dell'Expo da Milano o da Roma? «La seguirò certamente da vicino. Molto da vicino. Da dove lo vedremo. Abbiate pazienza ancora poche settimane, ancora non lo so con certezza neanche io». Vinta l'Expo, ora bisogna organizzarla. Sono utili i super-poteri al sindaco Letizia Moratti? «Il sindaco è presidente del comitato e avrà i poteri di commissario. Ma l'organismo che gestirà l'evento sarà complesso, il commissario può derogare da alcune norme ma non è un dittatore. Potrà derogare da alcune leggi ma l'organismo avrà una forte collegialità. La governarne sarà decisa per legge, con una legge speciale nazionale e una legge speciale regionale, dove saranno stabiliti i fondi e le modalità con cui la struttura sarà realizzata». Che tempi si prevedono per avviare la società di gestione? «Fa parte degli accordi. Abbiamo prorogato il comitato di candidatura al 30 giugno: entro quella data daremo vita alle strutture che dovranno gestire l'evento. Stiamo pensando a un ente che si giovi della compartecipazione dei privati, in cui saranno integrati Stato, Regione, Comune e forse alcune provincie lombarde. Le strutture dovranno servire per farci capire, nel corso del tempo, come realizzare l'evento». C'è chi teme che si ripetano gli scandali di Italia '90. Lei vede questo rischio? «Mi sembrano discorsi volti al passato. Era il millennio scorso. Mi sembra che Milano e la Lombardia abbiano fatto enormi passi avanti da quella stagione non felice. Abbiamo costruito il Rinascimento lombardo: la Fiera, edifici di altissimi pregio, dall'altra sede di Regione Lombardia al restauro del Pirelli a Santa Giulia a Porta Nuova. Abbiamo dimostrato di aver già voltato pagina». E i grattacieli della vecchia Fiera che non piacciono a Berlusconi? «Sono bellissimi, glieli faremo vedere i grattacieli di questi grandi architetti che hanno vinto un concorso di pregio internazionale». Che simbolo le piacerebbe per l'Expo? «L'Expo non sarà caratterizzato da edifici. Ci sarà un segno architettonico, ma delicato, che decideremo insieme. Sarà un'Esposizione orientata al tema delle cultura. I lasciti saranno università, biblioteche multimediali, centri di ricerca, fondazioni. È l'occasione di far diventare Milano capitale della ricerca e della cultura». Il tema dell'Expo è l'alimentazione e la Moratti ha insistito molto sulla vocazione internazionale dell'evento. «Protagonisti dell'Expo saranno tutti i Paesi che ci stanno. È stata una delle idee vincenti, analogamente varrà per tutte le Regioni e le città italiane. Mi riferisco alle Regioni italiane con cui avremo rapporti di collaborazione ma anche a quelle europee e del mondo con le quali abbiamo da tempo più relazioni, come i quattro motori d'Europa (oltre la Lombardia, Catalogna, Rhones-Alpes, Baden Wuerttenberg). Penso poi al patto sulla ricerca con Emilia Romagna e Piemonte, ma anche Massachusetts, agli accordi sulla sanità stretti con Veneto, Andalusia, Israele, fino a quelli sull'ambiente siglati con Shanghai, California e Unione europea».