Scienza Con proiettori computerizzati antiche strutture tornano al loro aspetto Primi esperimenti sulla Colonna Traiana Restaurare i monumenti con la luce: sembra fantascienza e invece oggi è realtà. Tantissimi monumenti e statue del passato erano colorati; l'usura del tempo ce li ha consegnati bianchi oppure bruni: la tinta stessa della materia che li compone. Ridipingere i monumenti, italiani e non, dal Partenone alle statue degli imperatori romani, secondo le ipotesi di tanti archeologi, è motivo di dibattiti. Il Discobolo era colorato? E chi se la prende la responsabilità di andare al Museo Nazionale Romano con vernice e pennelli? Ma oggi è possibile fare interventi stupefacenti solo con la luce. Dipingere statue, facciate, interi monumenti in maniera eccezionalmente suggestiva senza intaccare in alcun modo l'opera. Da anni gli specialisti: responsabili di musei, restauratori, progettisti, studiano l'utilizzo della luce nei beni culturali. L'evoluzione, stupefacente, di questo settore è stata ampiamente presentata in questi giorni al Salone del Restauro di Ferrara, partito lo scorso mercoledì e che quest'oggi chiude i battenti dopo esposizioni, dibattiti e mostre. Il Salone, che ha visto protagonisti argomenti di primissima attualità come il restauro di opere contemporanee e quello di oggetti di moda, ha dedicato uno spazio speciale a questo argomento con un convegno e una mostra: «La luce nei beni culturali: fra conservazione e interpretazione». In primo piano la realizzazione di una «Carta italiana della luce», la definizione cioè di una serie di linee guida per un corretto utilizzo dell'illuminazione. È stato presentato il progetto per la «ricolorazione» virtuale della Colonna Traiana, che inaugura, in Italia, la ricerca sulla luce come tecnica di restauro. «Quello che a noi interessa è dare alle persone il senso delle cose con una illumina-zione studiata», afferma l'architetto Maurizio Anastasi, dirigente dell'Ufficio tecnico della Sovraintendenza per i Beni Culturali del Comune di Roma, che si occupa dei lavori nei Fori Imperiali a Roma. «Siamo partiti dall'idea di contribuire ad una migliore comprensione dell'area dei Fori con l'illuminazione - spiega Anastasi - a tempo, anche per far capire i diversi periodi storici. Poi, basandoci sugli studi dell'archeologo Ranuccio Bianchi Bandinelli, abbiamo avviato un piano per colorare con la luce la Colonna Traiana, per un periodo di tempo limitato e solo un settore per volta. Utilizzeremo un proiettore ottico ad altissima risoluzione con un computer. È la nuova frontiera del restauro». Il programma computerizzato è stato studiato dalla professoressa Livia Cannella, al progetto collaborano il profes-sor Corrado Terzi, direttore del Master di Lighting Design dell'Università La Sapienza, e l'Acea.