Sembrava fatta. Con la nomina di Maria Letizia Sebastiani della Biblioteca Reale di Torino alla direzione della Biblioteca Estense, uno dei maggiori istituti culturali del Ministero dei Beni culturali avrebbe avuto di nuovo un direttore di ruolo. Un direttore con tutti i crismi nominato dopo anni di interini del dirigente ministeriale esperto Aurelio Aghemo che si sta "dividendo" tra le responsabilità dell'Universitaria di Torino, la Palatina di Parma e appunto la raccolta libraria ex ducale della nostra città. Poi polemiche politiche a Roma hanno bloccato le nomine dei 216 dirigenti di soprintendenti ed altri enti, con il ministro uscente Rutelli che si è riservato qualche altro giorno di tempo per decidere, anche se sarà lui a firmare la pratica visto che il nuovo governo non dovrebbe giurare prima di maggio. Probabile comunque se ne riparli nella seconda metà di aprile. L'istituzione culturale modenese, fondata alla fine del XIV secolo a Ferrara con i libri ducali e poi enormemente sviluppatasi dal 1760 quando il duca Francesco III l'aprì al pubblico modenese, come molti altri uffici statali continua dunque ad avere una gestione part time e ancora non si comprende quale direttore ne gestirà il patrimonio -500mila volumi, 10mila manoscritti, 1600 incunaboli, moltissimi codici miniati tra i quali la "Gioconda" dei libri, la Bibbia di Borso d'Este - e il trasferimento, nei prossimi anni, nel vicino palazzo dell'ex ospedale Sant'Agostino. Sempre sul fronte delle nomine ministeriali, completate dal governo uscente in amministrazione ordinaria (funziona così: dopo l'entrata in vigore a gennaio del nuovo regolamento del Mibac le nomine dei dirigenti sono di competenza dei direttori generali e di quelli regionali, ma il ministro firma) poche novità anche in merito alla Soprintendenza storico artistica. Ancora per un mese - con un accorgimento contrattuale mai utilizzato in passato, sembrerebbe - sarebbe infine stato prorogato l'interini di Serenità Papaldo anche confermata all'Istituto nazionale della grafica di Roma.