No del Consiglio Nazionale dei Beni Culturali allo spettacolo di luci e suoni firmato da Peter Greenaway all'interno del Cenacolo. Secondo l'ente ministeriale, la performance rischierebbe di danneggiare il capolavoro. Una decisione che ha fatto infuriare l'assessore alla Cultura, Vittorio Sgarbi, tra i più convinti sostenitori dell'evento: «E' una bufala. Mi faccio da garante io: non c'è alcun rischio reale. Si tratta di una scelta fascista. Ho già contattato Prodi e Rutelli. La battaglia non finisce qui». «D'altra parte prosegue l'assessore - simili spettacoli si fanno anche su altri capolavori assoluti dell'arte mondiale. Ad esempio, sul Guernica di Picasso». L'assessore si dice comunque convinto che alla fine una mediazione per aggirare il no ministeriale sarà possibile. D rischio - avverte ancora è che Greenaway ora neghi l'autorizzazione per l'analogo show già programmato alla Sala delle Cariatidi durante i giorni del Salone del Mobile (dal 16 aprile al 4 maggio). In questo caso però a fare da sfondo alla performance ci sarebbe solo una copia del capolavoro vinciano. Minimizzano gli organizzatori del Salone: «Le copie dell'Ultima Cena sono già in arrivo da Madrid». L'assessore: non possiamo perdere un grande artista Dobbiamo meritare di aver vinto l'Expo Quello spettacolo non s'ha da fare. Il niet è quello del Consiglio Nazionale dei Beni culturali, la performance «ripudiata». Quella dell'artista britannico Peter Greenaway, che avrebbe dovuto mettere in scena il suo spettacolo di luci e suoni all'interno del Cenacolo, il 14 aprile, nel contesto delle celebrazioni per il Salone del Mobile. Niente da fare. Secondo l'ente ministeriale, le luci e il suono danneggerebbero L'Ultima Cena di Leonardo da Vinci. Un responso che ha mandato su tutte le furie l'assessore alla Cultura Vittorio Sgarbi che dell'iniziativa è da tempo uno dei più convinti sponsor: «Un'azione fascista fatta da chi è incapace di giudicare. Voglio lanciare un appello perché, se non riusciremo a far realizzare a Greenaway la sua performance, allora sarà stato inutile che Milano abbia vinto l'Expo». L'assessore, lancia in resta, non si arrende e parte per una altra delle sue battaglie: «II parere del Consiglio Nazionale è di carattere solo consultivo. Ho già sentito Prodi e Ruteni, perché la politica deve prevalere su questo pseudo scientismo». In ogni caso, secondo Sgarbi, c'è ancora modo e tempo di arrivare a una mediazione e di bypassare il no di ieri arrivato dal'organismo tecnico. «Ho ! attivato i miei canali e penso che alla fine una mediazione di buon senso si possa trovare». Tutta la querelle ruota intorno a un dubbio: la luce e i suoni di una performance di due ore mettono davvero a rischio il capolavoro vinciano? Gli stessi addetti ai lavori si sono divisi intorno alla questione. Sgarbi, dal canto suo, ricorda come l'iniziativa avesse raccolto almeno inizialmente il placet del Sovrintendente ai Beni Architettonici, Alberto Artioli. Ma la sentenza espressa ieri dal consiglio Nazionale suona come tombale: «Qualunque rischio ad un opera d'arte di estrema importanza e delicatezza conservativa, come L'Ultima Cena, non è ammissibile». «È una bufala. Sono pronto a farmi garante io sul fatto che uno spettacolo di due ore non arrecherebbe nessun danno all'opera», tuona Sgarbi. Che da critico d'arte, tra l'altro considerato nel campo un «conservatore», giura: «Lo stesso Leonardo sarebbe compiaciuto che fosse concesso a un grande maestro come Greenaway di rappresentare una sua creazione al Cenacolo». D'altra parte osserva lavori analoghi si fanno tranquillamente su altri capolavori assoluti come il Guernica di Picasso». Il rischio poi, avverte Sgarbi, è che Greenaway, piccato dal no sul Cenacolo, possa ritirare in extremis l'assenso per l'analoga installazione, già programmata (dal 16 aprile al 4 maggio) alla Sala della Cariatidi con l'utilizzo di una copia della «Cena». Ma dal Salone del Mobile rassicurano: «Domani arriva il clone da Madrid, non c'è alcun rischio che le installazioni a Palazzo Reale saltino».